«L’intelligenza artificiale va governata, non ostacolata. E per governarla secondo criteri di equità e trasparenza bisogna puntare su tre leve: formazione continua delle persone, contrattazione e partecipazione dei lavoratori ai processi di innovazione, decisione e ripartizione della ricchezza generata dalla maggiore produttività». Lo ha detto Mattia Pirulli, segretario Confederale Cisl, nel corso dell’evento “IA e lavoro: governare la trasformazione, moltiplicare le opportunità”, organizzato dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali.
«Il primo obiettivo è incentivare percorsi di formazione congiunta che colmino l’ampio disallineamento ancora esistente in termini di skill e informazione. Fondamentale deve essere la leva delle Relazioni industriali, con cui porre condizionalità che facciano avanzare il benessere delle persone, come stiamo già facendo in alcuni contratti. Terzo asse: la partecipazione, dimensione in cui costruire avanzamenti in termini di produttività, allocazione delle risorse e della ricchezza, salute e sicurezza. Le sfide che abbiamo davanti sono moltissme. Dobbiamo avere chiaro che il cambiamento non può essere fermato, va invece orientato su traguardi di crescita condivisa e progresso sociale», ha concluso.











