“I dati sul lavoro relativi al mese di novembre 2025 mostrano una lieve riduzione dell’occupazione (-0,1%, pari a circa 34mila unità), concentrata prevalentemente tra i dipendenti a termine e gli autonomi. Contestualmente si registra un travaso tra disoccupati e inattivi: diminuiscono i primi, mentre crescono i secondi”..
E’ quanto sottolinea il segretario confederale Cisl, Mattia Pirulli.
“Il tasso di disoccupazione raggiunge il livello più basso di sempre e cala anche tra i giovani; allo stesso tempo il tasso di occupazione si mantiene su livelli elevati rispetto al passato. Un lieve arretramento dell’occupazione, dopo anni di crescita, non può tuttavia essere interpretato come un segnale di inversione di tendenza.
Preoccupa però l’aumento dell’inattività, già strutturalmente elevata tra donne e giovani.Con ogni probabilità incidono sia le difficoltà dei mercati internazionali sia alcuni colli di bottiglia del nostro sistema produttivo: da un lato la carenza di competenze adeguate, dall’altro la scarsa capacità di innovazione in segmenti rilevanti dell’economia.
Per queste ragioni riteniamo fondamentale spostare con decisione il focus dal tema della quantità a quello della qualità del lavoro. Solo un lavoro sempre più stabile, qualificato, sicuro e ben retribuito può rendere il Paese più attrattivo, sostenere la produttività e dare continuità alla crescita occupazionale.
Ciò è possibile ottenerlo: investendo nei percorsi di istruzione e formazione, rafforzando l’aggiornamento e la riqualificazione delle persone occupate, e sostenendo politiche industriali mirate che promuovano l’innovazione, coniugando sviluppo, sostenibilità ambientale e coesione sociale. Allo stesso tempo vanno potenziati l’orientamento e le politiche attive per migliorare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.
Per fare ciò riteniamo indispensabile arrivare ad un vero patto per lo sviluppo ed il lavoro che sia in grado di dare seguito ad un vero sviluppo condiviso.”.



