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Lavoro. Sbarra: “È emergenza occupazione femminile, serve piano straordinario”

Pubblicato il 2 Dic, 2021

“I dati sull’occupazione pubblicati oggi dall’Istat confermano un’emergenza per il lavoro femminile alla quale bisogna porre subito rimedio”. A sottolinearlo è il segretario generale Cisl, Luigi Sbarra. “La crescita su ottobre, pure se concentrata nei contratti a termine, è una buona notizia, rafforzata dal fatto che tutti i nuovi occupati siano under 25 – rileva il leader del sindacato di via Po – . Va letto in positivo anche l’incremento delle persone in cerca di occupazione, che rileva un calo degli inattivi e una ripresa di fiducia nel mercato del lavoro. All’appello mancano tuttavia ancora 200mila posti di lavoro rispetto al pre-pandemia. Ma soprattutto c’è un dato estremamente preoccupante: la distribuzione degli occupati rispetto al genere. La crescita tra settembre e ottobre ha escluso totalmente le donne, e quella complessiva negli ultimi 12 mesi ha riguardato per il 70% uomini. A conferma di quanto fossero fondate le nostre preoccupazioni circa l’assenza di una percentuale specifica di nuova occupazione femminile vincolata agli investimenti del PNRR”.

Per Sbarra, “il problema non si può certo affrontare solo fissando percentuali. Se il lavoro femminile non verrà messo al centro dell’azione pubblica, il Paese non uscirà mai dalla propria arretratezza che lo vede maglia nera Europa per tasso di occupazione femminile, composto peraltro in gran parte da part-time involontario”. Per il sindacalista, “bisogna agire soprattutto su due fronti: da una parte vanno aumentati in maniera significativa, specie al Sud, i servizi alle famiglie per i bambini e gli anziani, dall’altra si deve promuovere un’organizzazione del lavoro che tenga maggiormente conto delle esigenze di vita e familiari di donne e uomini, con l’utilizzo di strumenti che favoriscano la condivisione del lavoro di cura senza penalizzare impegno lavorativo, retribuzione, carriera. In questo senso può rivelarsi importante uno smart working regolato dalla contrattazione e dagli affidamenti comuni di un accordo quadro che ne favorisca un uso corretto e paritario. Serve un impegno da parte di tutti. È una questione di giustizia sociale e anche una priorità economica”.

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