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Lavoro. Sbarra: “Ore di cig nel 2021 dieci volte più alte del 2019, la crisi ancora morde. Serve proroga degli ammortizzatori con causale covid”

Pubblicato il 22 Dic, 2021

“I dati Inps di novembre sulla cassa integrazione fotografano oramai quasi l’intero anno 2021, restituendo un quadro in cui le ore autorizzate, pur essendosi fortemente ridotte rispetto al 2020, risultano comunque di gran lunga superiori rispetto al periodo precovid: se nel 2019 le ore autorizzate erano state 276 milioni, nel 2021 ( e manca ancora il dato di dicembre) siamo a 2 mld e 700 milioni, 10 volte tanto”. Lo dichiara in una nota il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra. “La situazione di numerose aziende e settori purtroppo è rimasta critica, non tutti hanno avuto il tempo e la possibilità di tornare a normali livelli di attività dopo le riaperture. Ma soprattutto ora, alla luce dell’evolversi della situazione sanitaria di nuovo in peggioramento, si paventa il rischio di nuove ripercussioni sulle attività economiche. È vero che dal 2022 saranno in campo le importanti riforme degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive, ma nessuna delle due potrà essere operativa fin da gennaio. Pertanto la Cisl ritiene necassaria una proroga della normativa relativa alla cassa integrazione con causale covid, la cui scadenza, con il decreto fiscale di ottobre , era stata portata al 31 dicembre 2021 e che ora va spostata al 31 marzo 2022, in coincidenza con la proroga dello stato di emergenza, per poter dare respiro alle aziende dei servizi e del terziario, nonché del settore tessile-abbigliamento-pelli, utilizzando le risorse già appostate dalla legge di bilancio”.

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