1. Home
  2. »
  3. Notizie
  4. »
  5. In Evidenza
  6. »
  7. Recovery Plan. Furlan: “Non avremo un’altra...

Recovery Plan. Furlan: “Non avremo un’altra occasione per modernizzare il paese”

Pubblicato il 20 Feb, 2021

Lo ha detto oggi nel suo intervento al Congresso nazionale delle Acli, la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan. “L’Enciclica “Fratelli tutti” di Papa Francesco è oggi il nostro riferimento sociale e morale perché entra in profondità nei mali del nostro tempo con un pregio straordinario: quello di utilizzare un linguaggio semplice, universale, che sa evidenziare il nesso tra la dimensione spirituale ed i suoi risvolti umani e sociali- ha sottolineato nel suo intervento la leader della Cisl. “I valori dell’Enciclica del Papa coincidono con quelli della Cisl. La fraternità e l’amicizia sono l’opposto dell’individualismo sfrenato, del mercantilismo, del primato della finanza. L’Europa ha compreso che affrontare la pandemia con l’approccio dei vecchi strumenti finanziari ci avrebbe condotto nel baratro sovranista e nella dissoluzione sociale e comunitaria. Ha quindi cambiato passo, mettendo a disposizione risorse senza precedenti in assoluto e per l’Italia in particolare. Ora tocca a noi saperle finalizzare al meglio. L’occasione del Recovery Plan è unica ed irrepetibile. Non ci sarà una seconda chiamata. Abbiamo il dovere di investire quelle risorse al meglio per creare crescita, sviluppo, giustizia, speranza- ha aggiunto la leader Cisl.

“Ed è un dovere etico farlo assieme, concertando le riforme, condividendone la responsabilità, con un nuovo patto sociale. Dobbiamo sfruttare questa opportunità per modernizzare il nostro paese, valorizzando le nuove tecnologie che se ben governate possono essere una straordinaria fonte di inclusione. Non ci potrà essere ripresa economica senza sicurezza sanitaria, giustizia sociale, se non creeremo buone opportunità di lavoro, ammortizzatori universali attivi e passivi, un sistema fiscale più equo, progressivo ed amico del lavoro. Non ci potrà essere crescita senza i necessari investimenti nella scuola, nelle infrastrutture, nell’innovazione e nella ricerca. Non ci potrà essere una vera unità del paese se non copriremo il divario crescente e le distanze storiche tra Nord e Sud”.

Condividi