“La democrazia non si difende a giorni alterni e a seconda della bandiera: si difende ovunque sia violata, negata, repressa”. Lo ha dichiarato la Segretaria generale della CISL, Daniela Fumarola, intervenendo oggi a Roma al Comitato Esecutivo della Fisascat Cisl.
“Questo vale per il Venezuela, per l’Iran, per tutte le realtà dove la libertà è considerata un crimine e la dignità umana un ostacolo. Per questo venerdì 23 gennaio il Consiglio generale della CISL sarà in presidio a Roma davanti all’Ambasciata iraniana, per sostenere la richiesta di libertà e democrazia del popolo iraniano e ricordare le vittime della repressione”, ha spiegato Fumarola. “Ai giovani iraniani che scendono in piazza, alle famiglie che pagano prezzi altissimi, ai lavoratori esprimiamo una solidarietà netta, senza esitazioni. I diritti non sono esportabili solo quando conviene: un sindacato libero non può voltarsi dall’altra parte quando un popolo chiede libertà”.
Nel suo intervento, la Segretaria generale della CISL ha poi richiamato il contesto internazionale e il ruolo dell’Europa: “Mentre nel mondo crescono le tensioni, vediamo riemergere logiche che pensavamo superate, come l’idea che si possano cambiare confini o sovranità con pressioni politiche o militari. L’Europa non può limitarsi a commentare: deve svegliarsi, smettere di subire la storia e tornare a essere un soggetto politico capace di difendere regole, diritti, sicurezza e democrazia”.
“Un’Europa debole e divisa significa più instabilità energetica, più incertezza per gli investimenti, maggiori difficoltà per le filiere produttive e più pressione su salari e contratti. Al contrario, un’Europa forte può essere un argine alla regressione delle regole e una leva per politiche industriali, investimenti comuni e una transizione che non scarichi i costi sempre sugli stessi”, ha aggiunto.
Sul fronte interno, Fumarola ha ricordato che “il commercio, il turismo, i servizi non sono settori a margine: sono pezzi fondamentali del Paese reale. Sono il luogo dove l’economia incontra la vita quotidiana delle persone, dove si misura la qualità , la sicurezza e la stabilita’ del lavoro, dove si vede subito se le scelte pubbliche aiutano davvero o se lasciano indietro qualcuno”, ribadendo la necessità di un nuovo metodo di confronto con il Governo: “Abbiamo chiesto da tempo un patto nuovo tra Governo e parti sociali riformiste. Dalla Presidente del Consiglio sono arrivate aperture importanti. Ora, chiusa la partita della Legge di Bilancio, occorre trasformare le parole in un metodo stabile, non intermittente. La CISL non chiede un tavolo per una foto, ma l’avvio di una nuova stagione di concertazione e di confronto strutturale su salari e produttività, formazione e innovazione, fisco e pensioni, welfare universale e politiche sociali, infrastrutture e politiche
industriali. La fase che si apre dopo il PNRR richiede scelte che nessuno può affrontare da solo”, ha concluso la Segretaria generale della CISL.










