«L’esame avvenuto oggi da parte del Consiglio dei Ministri degli schemi preliminari delle intese per l’autonomia differenziata presentati dalle regioni Lombardia, Piemonte, Veneto e Liguria rappresenta l’inizio di un iter complesso ed articolato che, per la CISL, dovrà vedere il pieno coinvolgimento delle forze sociali a partire dal Sindacato. Per la CISL infatti una definizione condivisa e partecipata dei contenuti delle intese è il primo passo per avviare percorsi di autonomia che possano determinare condizioni positive di sviluppo, crescita e occupazione nei territori». E’ quanto sottolinea la Confederazione di Via Po in una nota.
«Benchè gli schemi preliminari di intesa presentati oggi in Consiglio dei Ministri riguardino il trasferimento alle regioni delle sole “materie non LEP”, ovvero le materie per le quali non devono essere definiti i livelli essenziali delle prestazioni, sono ugualmente necessarie per la CISL particolari cautele e attenzioni.
Come infatti abbiamo avuto modo di sostenere in occasione della recente audizione parlamentare sul disegno di legge delega per la definizione dei LEP, riteniamo fondamantale che i LEP vengano definiti prioritariamente a qualsiasi trasferimento di materia alle regioni, sia essa materia LEP o materia non LEP, e questo in considerazione che molte materie considerate non LEP, in realtà, incidono anche su diritti civili e sociali che devono essere tutelati in maniera uniforme in tutto il Paese», aggiunge la Cisl.
«Auspichiamo quindi, in attesa dell’approvazione definitiva della legge delega sulla determinazione e finanziamento dei LEP, una pausa su una materia che per delicatezza e complessità dovrà necessiariamente prevedere un pieno coinvolgimento dei portatori di interesse alla definizione delle intese», conclude la Cisl.



