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Mezzogiorno. Sbarra al Consiglio generale della Cisl di Napoli: “Obiettivo autonomia differenziata deve essere quello di unire il Paese e rafforzare la coesione”

“Ci fa piacere che tutti abbiano scoperto l’avanzo di bilancio Inail, un tesoretto che vale ben tre miliardi di euro. Sono mesi che Cisl ha proposto di utilizzare questi fondi Inail per finanziare almeno quattro ore di formazione sulla sicurezza retribuite al mese per ciascun lavoratore, assumere ispettori e tecnici della prevenzione, investire sulla qualità delle imprese, migliorare rendite e premi rivolti a famiglie sfregiate da infortuni e malattie professionali. Risorse ingenti e subito disponibili. L’emergenza della salute e sicurezza nei posti di lavoro va combattuta con azioni concrete e strutturali con un grande investimento in formazione ed infomazione sul tema della sicurezza del lavoro fin dai banchi di scuola”. Lo ha detto oggi a Napoli il leader Cisl Luigi Sbarra chiudendo il Consiglio generale della Cisl partenopea che ha rinnovato il gruppo dirigente. Dopo aver ringraziato il segretario generale uscente Gianpiero Tipaldi “per aver tenuto unita e rafforzato la Cisl di Napoli in questi anni, dimostrando giorno per giorno cosa significa portare avanti il duro lavoro della rappresentanza, della contrattazione, della costruzione di coesione e solidarietà in un territorio complesso e difficile come quello partenopeo” ed aver augurato buon lavoro alla nuova segretaria generale della Cisl di Napoli, Melicia Comberiati “sindacalista giovane, preparata e competente che con la sua energia , la sua passione, le sue grandi capacità di coinvolgere parti sociali, terzo settore, istituzioni, associazionismo, saprà non solo proseguire l’importante azione sindacale della Cisl”. Sbarra ha sottolineato come oggi “le sfide da affrontare sono grandi e decisive, non solo per Napoli e il Mezzogiorno, ma per tutto il Paese: lavoro, transizione ambientale e digitale, sanità e servizi sociali, infrastrutture, istruzione, formazione e competenze. Bisogna costruire nuove opportunità per giovani e donne, sbloccare un mercato del lavoro asfittico che sul capitale umano produce uno spreco insostenibile. Non è accettabile il numero di giovani Neet che non lavorano e non studiano. E’ un elemento di ingiustizia sociale, un masso insormontabile sulla strada della crescita”, ha sottolineato ricordando che “ci sono importanti segni di vitalità a Napoli ed in tutta l’economia meridionale che vanno sostenuti e rafforzati, mettendo a sistema e coordinando tutti gli strumenti di politica territoriale. Utilizzando in modo sinergico i finanziamenti della politica di coesione europei e nazionali. Affiancando al piano triennale della ZES unica nuove leve di politica industriale come contratti di sviluppo, credito di imposta, reti infrastrutturali materiali e sociali. Spendendo al meglio le risorse del PNRR, a cominciare dall’assunzione, negli enti locali del Mezzogiorno, di tutte le necessarie competenze”. Per il numero uno della Cisl: “Va reso strutturale il dialogo su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, dando piena attuazione alle misure introdotte nel decreto del 2 marzo. Questo ci aspettiamo domani dall’incontro che abbiamo sollecitato ed ottenuto con la ministra Calderone. Bisogna aggredire le storture che si intrecciano profondamente con la piaga degli incidenti e delle morti che provocano una interminabile e scandalosa scia di sangue.
Lavoro nero e grigio, caporalato, ghettizzazione, richiedono strategie determinate: più ispezioni, più forte presidio delle forze dell’ordine, più ruolo alle Parti sociali, applicando tutti i punti della legge. Prevenzione, informazione, partecipazione sociale devono affiancarsi al fronte penale“ ha continuato Sbarra tornando poi a parlare della necessità della “corresponsabilità sociale anche rispetto alla questione dell’Autonomia differenziata. Non si deve uscire dall’alveo della Costituzione: l’obiettivo deve essere quello di unire il Paese, di rafforzare la coesione. Nessuna riforma può essere concretamente attuata senza definire e finanziare i Livelli essenziali delle prestazioni (Lep). Occorre costruire un Fondo di perequazione nazionale per sostenere le Regioni in difficoltà e superare il concetto della spesa storica misurando e sostenendo i fabbisogni standard. A livello locale, la sigla dei singoli accordi con le Regioni dovrà essere preceduta dal coinvolgimento del Sindacato”, ha concluso.

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