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Politiche attive del lavoro. Sbarra: “Positivi l’impianto e gli obiettivi ma occorre accelerare su operatività di misure e interventi”

Pubblicato il 8 Set, 2021


 
“Un incontro positivo e utile, ma non ancora decisivo, in cui il Governo ha declinato alcuni obiettivi e contenuti della strategia di rilancio della nuova rete delle politiche attive e della Garanzia di occupabilità dei lavoratori (Gol). Intenzioni apprezzabili, che recepiscono diverse rivendicazioni della Cisl, su cui però bisogna passare subito dalle slide ai fatti concreti programmando ulteriori momenti di confronto per declinare meglio obiettivi, misure ed interventi ”. Così Luigi Sbarra, segretario generale Cisl, dopo l’incontro in videoconferenza con il ministro del Lavoro Orlando sulle politiche attive.

“C’è tanto da fare in un ambito colpevolmente dimenticato in questi anni dalla politica. Va messa in campo una rete efficiente, con articolazioni istituzionali ben collegate ai mercati del lavoro ed ai Centri per l’Impiego, serve una regia nazionale degna di questo nome, mancano adeguati organici e dotazioni che mettano i Centri per l’impiego in linea con i grandi paesi europei.

Occorre un sistema informatico unico che garantisca tenuta e gestione dei dati, efficacia e circolarità delle informazioni per incrociare domanda ed offerta di lavoro. Vanno rilanciate con vigore le prerogative nazionali di Anpal nell’ambito di un piano che superi la frammentazione regionale attuale, garantisca livelli di prestazione sociali uniformi su tutto il territorio nazionale, recepisca le specificità di ogni provincia, verso sistemi territoriali sinergici tra aziende, scuole, ITS, università, sistema delle formazione professionale accreditata, enti bilaterali.

L’obiettivo è un sistema integrato capace di riallineare domanda ed offerta, abbattere lo skill mismatch rendendo la formazione un diritto-dovere universale in cui coinvolgere le persone beneficiarie di trattamenti di sostegno al reddito. Gol può essere una misura importante, non l’unica, di un mosaico ancora tutto da realizzare, che si completa con un grande piano nazionale per le competenze e con ammortizzatori sociali universali, mutualistici, solidali ed inclusivi.

Bisogna costruire intorno alla persona una rete di protezione e promozione che la sostenga durante ogni transizione, non lasciandola mai priva di apprendimento, reddito, accompagnamento nel mercato del lavoro. Il Pnrr ed altre fonti di finanziamento ci offrono l’opportunità di impegnare risorse imponenti capaci di realizzare una svolta storica: non possiamo assolutamente perdere questa occasione”.

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