Agroalimentare. A Napoli il lancio del Manifesto 'Fai Bella l’Italia'. Furlan: "Il vero obiettivo deve essere la crescita e lo sviluppo”

convegno Napoli5Napoli, 27 Settembre 2018 - “Non si risolve il problema del lavoro nel Mezzogiorno con i sussidi. Servono investimenti materiali ed immateriali, strade, ferrovie, banda larga, programmare e spendere bene i fondi strutturali europei e soprattutto un clima di legalità e sicurezza nei territori”. È stato un vero altolà al Governo sul tema del reddito di cittadinanza quello che la leader della Cisl, Annamaria Furlan, ha lanciato da Napoli nel corso della presentazione del “Manifesto per il lavoro agroalimentare ed ambientale” fortemente voluto dalla Fai Cisl, la categoria guidata oggi da Onofrio Rota. “Mi rifiuto di pensare che i giovani di Napoli e delle altre regioni del Sud preferiscano il reddito di cittadinanza ad un lavoro stabile e sicuro” ha sottolineato con molta chiarezza la Furlan. “È un insulto i per tanti giovani laureati costretti ad emigrare come si faceva nei primi del novecento in cerca di occupazione. La prima questione da affrontare è come creiamo le condizioni perché le imprese siano attratte ad investire nel Sud. Tutta la classe dirigente del paese dovrebbe misurarsi sul fare e non sul dire, individuando obiettivi con senso di responsabilità".

Chiaro il riferimento alla manovra del Governo che secondo la Furlan deve guardare innanzitutto allo sviluppo del Paese, a fare crescere il Pil. “C'è tanta discussione sui decimali, su uno 0,1%, ma per aumentare il Pil bisogna investire in infrastrutture, ricerca, innovazione ed appoggiare l'innovazione nelle imprese che costituisce il vero modo di creare occupazione. Sarà importante - ha aggiunto - che la manovra guardi innanzitutto a questo: a come far crescere il Paese. Il compito del ministro Tria e’ molto complicato, come quello dei suoi predecessori"  ha poi osservato auspicando che il MInistro "voglia una finanziaria per la crescita e lo sviluppo

 Furlan ha inoltre commentato lo sblocco del decreto su Genova. "Abbiamo aspettato tanto questo decreto e lo dico anche da genovese non solo come segretaria della Cisl. Sarà davvero importante vederne i contenuti, vedere i tempi e le risorse stanziate. Spero che nel decreto ci sia da subito la nomina del commissario straordinario per la ricostruzione perché - ha sottolineato - Genova e i genovesi non possono più attendere e nemmeno le imprese. Rischiamo - ha concluso - di avere le aziende genovesi e in particolare quelle del settore portuale in crisi per ritardi non più accettabili". 

E dalle pagine del quotidiano 'Avvenire' la leader della Cisl ha tenuto a ricordare come in questi anni di dura crisi un motore potente e silenzioso come quello dell'industria agroalimentare abbia "sostenuto i livelli economici, sociali e occupazionali del nostro Paese" (...). Quella "fitta ed eterogenea costellazione di realtà aziendali che, con le proprie eccellenze, con la propria vocazione all'internazionalizzazione, e soprattutto con il contributo diretto di migliaia di lavoratrici e lavoratori, rappresenta oggi una colonna indispensabile del rilancio nazionale. Il settore agroalimentare - ha detto - è un'eccellenza che primeggia oggi sul piano della qualità, della sicurezza alimentare, dell'innovazione tecnologica d'avanguardia, della sostenibilità". 

Nel corso dell'iniziativa di oggi a Napoli, sulla manovra si è espresso anche il segretario generale della Fai Cisl, Onofrio Rota presentando il documento per il rilancio del settore agroalimentare ed ambientale. "Basta alle battaglie ideologiche, alla logica delle emergenze e delle recriminazioni", - ha sottolineato. “Se vogliamo veramente contribuire a pacificare il Paese e a costruire il futuro partendo da quelli che sono asset strategici per l’Italia, la Fai Cisl è pronta a fare la propria parte, per questo abbiamo messo a punto il documento. Speriamo diventi un riferimento per tutti, non solo per gli addetti ai lavori”.

Tra i punti principali del manifesto: lo sblocco degli investimenti, per “rilanciare l’occupazione produttiva, la buona programmazione, l’innovazione di processo e di prodotto”, la riforma della Politica Agricola Comune, che deve essere “condotta su binari di maggiore equità ed attenzione alla qualità dell’impresa e del lavoro”, la connessione tra innovazione e tutele, competitività e buona occupazione, un patto generazionale che favorisca l’ingresso dei giovani nel circuito produttivo, il contrasto a sfruttamento e discriminazioni, anche con la piena attuazione della legge 199 contro il caporalato, il ruolo strategico della contrattazione".

"Va perseguito il traguardo di una nuova alleanza tra istituzioni, capitale e lavoro – si legge nel documento – verso obiettivi condivisi e strategici che si chiamano tutele e produttività, competitività e legalità, innovazione e welfare; occorre lavorare insieme seguendo la bussola dell'innovazione etica, di un'azione pubblica e negoziale che colleghi ed esalti il legame che unisce il lavoro ben tutelato, formato e retribuito all’eccellenza delle nostre filiere”. Il manifesto, che sarà consegnato al Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Centinaio, è stato firmato da oltre 500 partecipanti, tra cui la Segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan, che con il suo intervento ha concluso i lavori. Tra gli altri firmatari, docenti ed esperti del settore agroalimentare, rappresentanti di istituzioni e delle parti datoriali.

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