8 marzo. Furlan: "La sfida del sindacato e’ rafforzare i diritti e le tutele per tutte le donne"

BANNER8MARZORoma, 8 marzo 2019 - “Tutelare il lavoro significa dare fiducia e speranza alle lavoratrici e ai lavoratori”. E’ quanto afferma con forza Annamaria Furlan nel suo intervento di chiusura del seminario unitario 'Si chiamerà Futura. La contrattazione di genere protagonista del cambiamento'  che si è svolto questa mattina a Roma al Policlinico Umberto I in occasione della Giornata Internazionale della Donna.

“Oggi la cosa straordinaria che abbiamo compiuto, dopo diversi anni, è vivere questo 8 marzo insieme a Cgil e Uil. E’ un messaggio importante” come importante per Furlan il modo con cui affrontare il cambiamento: attraverso la contrattazione di genere.

“Noi vogliamo stare con il futuro che è donna, giovane, immigrato, immigrata. Dobbiamo darci degli obiettivi forti che creino veri diritti di cittadinanza a donne, giovani e immigrati. E quale strumento migliore se non la contrattazione? Certo da rafforzare e rendere più incisiva -sottolinea la Segretaria generale della Cisl- ma per poterlo fare, altro che patto di alleanza che stiamo stringendo oggi, perché le nostre piattaforme non mettano in fondo la postilla ma in ogni articolo della piattaforma e poi del contratto siano impregnate di questa scelta che facciamo per il futuro. E’ una grande sfida certo, perché siamo un po’ in ritardo soprattutto nella cultura contrattuale ma è pur sempre una grande opportunità di continuare ad essere grandi organizzazioni sindacali che tutelano il lavoro perchè sanno che tutelare il lavoro significa dare fiducia e speranza ai lavoratori e lavoratrici. Attraverso la contrattazione, non sono quella categoriale ma anche quella nei territori, quella che facciamo con le istituzioni, quanto possiamo fare affinché il futuro sia un futuro dove lo straniero non desti paura, ma semmai curiosità, e dove la violenza alle donne, dentro e fuori la famiglia, non sia l’emozione sicuramente forte ma che dura un attimo, sia invece la capacità di un paese di reagire con forza e chiamare gli omicidi e le violenze con nome e cognome? Molto della Piattaforma che abbiamo condiviso con gli uomini e le donne del lavoro è impregnata di questo sentire, ovvero rendere protagonisti gli attori del futuro: giovani, donne, uomini, immigrate e immigrati. A molti questo non piace anzi fa paura. C’è continuità tra la manifestazione del 9 febbraio, la manifestazione del 2 marzo a Milano e quella di oggi".
"Creare un mondo attraverso la contrattazione dove il collega e la collega più anziani non siano da rottamare ma siano invece camminare assieme in un percorso della propria vita lavorativa che dia stimoli e ricchezze. Credo che tutto questo possiamo riuscire a farlo. Siamo gli/le eredi di grandi lotte sindacali che hanno saputo portare un Paese un po’ in macerie e un po’ fascista a essere una delle più grandi potenze mondiali per qualità della propria produzione ma anche per la legislazione sul lavoro davvero significativa e importante. Dobbiamo riprendere quel filo e dobbiamo farlo guardando alla dignità della persona”.

La leader della Cisl si è poi soffermata sulle  parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella che oggi in occasione dell’8 marzo "ha indicato con grande lucidità e sensibilità la necessità di superare gli squilibri di genere e le condizioni di sfruttamento in cui vivono tante donne anche nel nostro paese". "Ancora una volta bisogna essere grati al nostro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella  - ha detto  la Segretaria Generale della Cisl concludendo l’iniziativa di Cgil, Cisl, Uil sull’otto marzo.  "Guardare al futuro del nostro paese, soprattutto in una giornata come l’8 marzo, significa farlo rendendo protagoniste coloro che sono una parte importante della nostra comunità, cioè le donne, i giovani e gli immigrati. Non ci piace un paese in cui si ha paura dell’altro, in cui ci sono forme di schiavitù che riguardano migliaia di giovani immigrate messe sulle strade e vittime della tratta. Non ci piace neanche chi pensa che la soluzione sia nel riaprire quelle case che sono state chiuse per legge tanti anni fa- ha sottolineato la Furlan.  "Ha ragione il Presidente Mattarella e le sue parole di oggi sono davvero sacrosante: nessun compromesso e' accettabile, nessuna tolleranza può essere mascherata da realismo o da opportunismo nei confronti di chi sfrutta le donne", ha aggiunto la leader della Cisl. "Il fenomeno infame della tratta delle donne va sradicato, colpendo chi controlla il traffico di tante povere ragazze costrette a prostituirsi. Questa è la battaglia che noi donne del sindacato condividiamo e portiamo avanti da anni, sostenendo anche gli sforzi della comunità Papa Giovanni XXIII, che si occupa con grande determinazione di aiutare tante giovani donne a liberarsi dalla schiavitù e dalla violenza".

A margine dell’iniziativa, Furlan ha commentato lo sciopero generale proclamato dai sindacati autonomi e dai Cobas, “Oggi non è utile fare sciopero. E' invece un giorno utile per fare una proposta importante contro la violenza sulle donne e a favore dei nostri diritti di cittadinanza visto che le donne percepiscono ancora salari e pensioni inferiori agli uomini. Più che uno sciopero generale dovrebbe essere una giornata di proposta per creare quella capacità di contrattare vere pari opportunità".

E sul salario minimo: "Noi siamo un Paese dove quasi il 90% dei lavoratori e delle lavoratrici è coperto dalla contrattazione nazionale, assolutamente più vantaggiosa del salario minimo". Sottolineando che "semmai il tema è come allargare la contrattazione a quel 10% circa che non è coperto. Da noi i minimi contrattuali, definiti dal contratto nazionale, sono il salario minimo". Dunque, il tema è "estendere a tutti" la copertura contrattuale, afferma Furlan a margine dell'iniziativa dei sindacati per l'8 marzo.

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