Il Seminario Cisl sul 50° anniversario dello Statuto dei lavoratori. Furlan: "Grazie a Mattarella per aver ricordato il valore costituzionale della libertà del lavoro"

50 anni statuto20 maggio  2020 - "“Bisogna tenere saldi i principi ed i valori della legge 300, come ci ha ricordato oggi il nostro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, cui va tutta la nostra gratitudine per la sua costante sensibilità ed attenzione sul tema del lavoro e dei problemi dei più deboli".
Lo ha detto la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan concludendo il Seminario "Persona e lavoro, la sfida delle nuove tutele a 50 anni dallo Statuto dei lavoratori" tenuto dalla Cisl Nazionale in videoconferenza. “Il Presidente della Repubblica Mattarella nel suo messaggio di oggi ha detto cose molto importanti. Il tema costituzionale della centralità e della libertà del lavoro non solo è di grande attualità, ma rimane fondamentale in questa fase molto difficile e complicata della vita del nostro Paese", ha aggiunto la leader Cisl. "Bisogna saper interpretare e guidare i cambiamenti e le trasformazione del mondo lavoro. Oggi il tema è come integrare ed aggiornare lo Statuto dei lavoratori con equilibrio, anche in un quadro europeo, per dare risposte e tutele vere a quei lavoratori e a quelle lavoratrici che non le hanno e che si trovano in uno stato di debolezza. Ma bisogna farlo ponendo al centro il protagonismo dei lavoratori, il ruolo centrale della contrattazione e dell'autonomia del sindacato".
Furlan ha ricordato anche il grande equilibrio politico e sociale che fu necessario nel 1970 per varare lo statuto dei lavoratori, attraverso il contributo di riformisti autentici come Brodolini, Giugni e Donat-Cattin. "Un equilibrio politico che oggi sarebbe molto difficile e complicato da ricercare", - ha aggiunto Furlan che ha invece invitato il Parlamento a discutere presto una legge di sostegno alla partecipazione dei lavoratori alla Governance delle aziende "fondamentale per gestite in maniera responsabile e cooperativa la fase di trasformazione che il mondo produttivo dovrà affrontare".

"I tempi sono maturi per uno Statuto della Persona che Lavora, che non significa affidarsi ad una Legge calata dall’alto, ma aprire a un’azione congiunta di tutti gli attori sociali, economici e istituzionali, con il comune obiettivo di mettere al centro lo sviluppo integrale dell’essere umano” ha detto il Segretario Generale aggiunto della Cisl, Luigi Sbarra, introducendo i lavori del seminario.  “Lo Statuto è un frutto maturo e una pietra miliare di una stagione lontana, dominata dalle grandi aziende e da un mercato del lavoro che ancora non risentiva delle spinte disgreganti della globalizzazione e della pervasività tecnologica. Quell’esperienza suggerisce, nel metodo, ciò di cui oggi avremmo bisogno: un campo largo di collaborazione che aiuti a fare incontrare culture e visioni per far progredire diritti, tutele, partecipazione”, ha aggiunto il numero due della Cisl.

“Oggi i lavori sono tanti e segmentati, i tipi di occupazione oscillano da subordinato ad autonomo, con molte forme ibride. Bisogna trovare una formula nuova che tuteli tutti, compresi autonomi e atipici. C'è da lavorare sul fronte della formazione continua, delle politiche attive, da assicurare transizioni tutelate, da garantire ad ogni lavoratore retribuzioni e pensioni dignitose”, ha sottolineato Sbarra.
“La contrattazione deve essere protagonista di questa nuova stagione. I rapporti devono evolvere nella direzione di una buona flessibilità negoziata, che permetta al sistema sociale e produttivo di adattarsi al respiro economico senza lasciare mai un giorno la persona priva di reddito, di formazione, di adeguamento professionale.Dobbiamo governare contenuti e tutele preservando e valorizzando il libero e autonomo incontro contrattuale, senza l’irrigidimento di leggi invasive su salari e orari, rappresentanza e causali, turni e organizzazione del lavoro. Fondamentale dovrà essere il sostegno allo sviluppo di relazioni industriali sempre più partecipative. Come 50 anni fa, va creato uno spazio in cui lavorare insieme a un disegno organico, che dia opportunità di crescita e realizzazione a tutti, a partire dai più deboli”.

Sono intervenuti al dibattito Aldo Carera, Presidente della Fondazione Giulio Pastore, di Paolo Pascucci, Professore ordinario di diritto del lavoro all Universita' di Urbino Carlo Bo, di Emanuele Massagli, Presidente Adapt, docente di pedagogia del lavoro Università Lumsa di Roma.

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