Industria. Cisl: "Investire su infrastrutture, innovazione e ricerca per rilanciare la produzione industriale

Roma, 25 maggio 2016 - "Siamo sempre in un'oscillazione minimale ma e' evidente che abbiamo un problema nel paese, grande e serio che e' quello di come rilanciare la produzione industriale, come rilanciare la competitivita' delle nostre imprese e del nostro sistema paese in generale". Lo ha detto la Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, commentando il dato di marzo sulla produzione industriale diffuso dall'Istat. "Il tema della crescita e dello sviluppo - ha osservato a margine della sigla di un'intesa con la Luiss - e' la vera questione che abbiamo davanti e per affrontarla, bisogna puntare a sciogliere i nodi strutturali che il paese ha ancora. E' necessario investire sulle infrastrutture, sull'innovazione, sulla ricerca e cioe' promuovere la capacita' industriale nel nostro paese. Qualcuno immaginava che bastassero regole diverse per il mercato del lavoro per creare crescita e occupazione, non e' cosi'". Sviluppo e crescita sono anche stati i temi al centro dell'incontro di ieri con l'Esecutivo ed il fatto che per la prima volta il governo voglia discutere questo tema cosi' rilevante con le parti sociali e in modo particolare con Cgil, Cisl e Uil penso - ha sottolineato la leader della Cisl -sia una notizia positiva. Nessuno esce da solo dalla crisi. Dobbiamo - ha concluso - tutti insieme individuare le priorita' e ognuno fare responsabilmente la propria parte".

Sui dati diffusi dall'Istat si è espresso anche Segretario confederale della Cisl, Giuseppe Farina, sottolineando come "la frenata del fatturato dell' industria registrata a marzo è una brutta notizia ma non cambia il segno positivo, seppure ancora troppo modesto, di una fase di ripresa delle attività industriali e manifatturiere del nostro paese. Semmai rendono ancora più evidente che affidarsi alle ‘virtù’ del solo mercato ed a bonus ed incentivi instabili e dati in modo indiscriminato senza alcun legame con la crescita dell’ occupazione ed a concreti progetti di riqualificazione del nostro sistema industriale, non è sufficiente a dare forza alla fase di ripresa ed a sostenere l’occupazione. Occorre una strutturale e permanente detassazione del lavoro per ridare fiato e competitività all’ industria ed ai consumi e progetti di investimento che affrontino le criticità competitive del nostro sistema industriale e sostengano le tecnologie, le filiere di eccellenza e l’internazionalizzazione delle nostre imprese. Sono gli investimenti e le concrete prospettive di nuovo lavoro che essi possono generare a ridare fiducia alla prospettiva economica ed alla spinta decisiva ai consumi ed alla crescita”.

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