Appalti. Cisl: "Non mettere in discussione clausola sociale"

Roma, 17 maggio 2017. "Rispettiamo, ma non condividiamo ,la posizione critica espressa oggi dall’Antitrust nella sua relazione annuale, sull’articolo 50 del Codice degli appalti che prevede di inserire la clausola sociale negli appalti ad alta intensità di manodopera “senza richiedere alcuna compatibilità o armonizzazione con l’esigenza dell’impresa subentrante”. E' quanto dichiara il Segretario Confederale della Cisl Giovanni Luciano responsabile del settore servizi e terziario. "L’inserimento di quella previsione ha la ratio di evitare che l’eccesso di ribasso di una gara d’appalto si scarichi, appunto per esigenze dell’impresa subentrante, sull’occupazione e sul reddito dei lavoratori coinvolti. Questa clausola sociale nel codice è il frutto di un grande lavoro che il Sindacato Confederale ha fatto con decine di confronti e di discussioni con molti stakeholder, ad iniziare dall’Anci, e non accettiamo che venga messa in discussione. E’ un fattore di civiltà. Avremmo gradito che l’Antitrust, come abbiamo fatto noi, sottolineasse il fatto che l’offerta economicamente più vantaggiosa e non quella a maggior ribasso dovesse essere la forma prioritaria degli appalti pubblici. Se così fosse avremmo meno problemi sociali e più dignità in questo Paese. E’ proprio destino che del Codice degli Appalti pubblici ci si debba occupare senza sosta. Sembrava finita con l’approvazione del decreto correttivo al Codice e, invece, abbiamo avuto la sgradevole sorpresa del recente “errore” che ha tolto potere all’Anac. Nel mentre che siamo in attesa che venga riparato questo vulnus, come dichiarato in quei giorni dagli Usa dal Premier Gentiloni, di nuovo si riapre la discussione sulla clausola sociale".

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