Governo. Furlan: "Chiunque verrà dovrà confrontarsi con il sindacato. Noi siamo pronti"

Parlamento0015 aprile 2018. "Qualsiasi governo arriverà dovrà confrontarsi con il sindacato. Crescita, lavoro, coesione sociale: su questo bisogna spendersi di più per affrontare il disagio sociale che è oggi molto forte nel nostro paese" . Lo ha detto la Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, oggi  a Brescia, concludendo i lavori del consiglio generale della Cisl di Brescia. 

Già ieri, incontrando i giornalisti a margine dell’Rsu day organizzato da Cisl e Cisl Fp nel capoluogo siciliano per il rinnovo delle rappresentanze sindacali del pubblico impiego del 17-19 aprile, aveva commentato l’attuale situazione politica e la posizione della Cisl rispetto agli eventuali sviluppi e alla formazione del nuovo governo. “Innanzitutto - ha detto la Segretaria generale della Cisl - bisogna assolutamente rispondere in modo positivo all'appello alla responsabilità che ha fatto il presidente della Repubblica Mattarella. Nessuno si può tirare indietro. Andare nuovamente al voto rischia di far perdere ulteriore tempo a un Paese dove inizia a esserci un po' di crescita ma ancora non strutturale e non sufficiente. C'è bisogno di un Governo che si occupi della crescita".
Nell’agenda del nuovo governo deve esserci “più attenzione per il Sud che reclama dignità e partecipazione al futuro del Paese. Bisogna partire dagli investimenti e dal lavoro in particolare in Sicilia che deve investire sulla ricerca, sull'innovazione e sulla formazione dei lavoratori e delle lavoratrici, utilizzando più intensamente quindi l'alternanza scuola-lavoro”. “Noi abbiamo le nostre proposte, - ha aggiunto Furlan - sono chiare, le abbiamo esplicitate ovunque, su lavoro, previdenza, nuovo modello sociale e fisco. Siamo disponibili a confrontarci e a dare il nostro contributo con qualsiasi governo. Non essere populisti significa fare proposte possibili, attuabili, realizzabili".

"Sento con tanta disinvoltura parlare di abolizione della Legge Fornero, di reddito di cittadinanza per tutti: 100-200 miliardi... Così però si prendono in giro le persone. – ha sottolineato ancora Furlan - Vogliamo cambiare il sistema previdenziale? Sono assolutamente d'accordo, ma siccome i costi che si stanno prefigurando sono altissimi, non vorremmo che qualcuno immaginasse che da una parte si dà e con l'altra si toglie tagliando su scuola, ricerca e contratti pubblici. Così come si parla tanto di reddito di cittadinanza, ma noi ce la mettiamo tutta per creare il reddito da lavoro per tutti. Il vero modo di preservare la propria dignità, e partecipare alla crescita di questo Paese, è la garanzia di un reddito da lavoro, che dà l'opportunità di essere protagonisti del futuro dell'Italia, della propria famiglia e della propria vita come è giusto che sia".

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