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3° Report semestrale sulla contrattazione nazionale settoriale

10 Aprile 2026 | Notizie > Contrattazione

3° Report semestrale sulla contrattazione nazionale settoriale

10 Aprile 2026 | Notizie > Contrattazione

Il secondo semestre 2025 conferma il recupero retributivo avviato nel 2023. È quanto emerge dal terzo Report CISL sulla Contrattazione Collettiva Nazionale, basato su dati ISTAT, OCPI e INPS, diffuso oggi dal Dipartimento Contrattazione della Confederazione di Via Po.

Nel 2025 sono stati recepiti dall’ ISTAT 33 contratti collettivi nazionali (4,7 milioni di lavoratori, 37,1% del monte retributivo). Nel secondo semestre i rinnovi sono stati 14, con una forte accelerazione nel quarto trimestre. A fine anno risultano in vigore per ISTAT 48 contratti, che coprono 7,6 milioni di dipendenti (57,8%) , sottolinea il rapporto della Cisl.

Le retribuzioni contrattuali orarie crescono del +3,1%, superando l’inflazione IPCA (+1,7%) per il secondo anno consecutivo. Migliora anche la tempistica dei rinnovi: l’attesa media scende da 27,9 a 18,9 mesi, quasi 10 mesi in meno.

La CISL evidenzia però i limiti dell’indice ISTAT basato sui soli minimi tabellari: a fronte di una perdita del -6,4% delle retribuzioni contrattuali lorde rispetto al 2019, le retribuzioni di fatto segnano un calo molto più contenuto (-1,7%). Ancora migliore il dato sulle retribuzioni nette, con un recupero quasi completo: gap sotto l’1% per i redditi mediani e al 2,9% per quelli più bassi.

«Il sistema contrattuale italiano produce molto di più di ciò che l’indice ISTAT fotografa », afferma Mattia Pirulli, Segretario Confederale CISL. «Leggere la dinamica salariale solo attraverso i minimi tabellari significa ignorare il valore della contrattazione decentrata e delle politiche fiscali redistributive. Questa distorsione rischia di alimentare letture fuorvianti e di oscurare un sistema che sa dare risposte concrete ai lavoratori».

Restano aperti rinnovi rilevanti (credito, assicurazioni, sanità privata, spettacolo, informazione). «Per la CISL la priorità è il rinnovo tempestivo dei CCNL, rafforzare la contrattazione decentrata, sostenere i redditi più bassi con adeguate politiche fiscali, per contrastare efficacemente il lavoro povero», sottolinea il Report Cisl.

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