Roma, 25 aprile 2020 – “Speravamo , con una punta di ingenuità, che potesse esserci qualcosa di concretamente valido per il SSN, qualcosa che – in un’ottica di banale logica consequenziale – traducesse qualcuna ( anche solo QUALCUNA ! ) delle mille e mille belle parole spese in tv e sui giornali per incensare i medici ed i professionisti della sanità che sono stati scaraventati al fronte a combattere a mani nude.
E ci sono andati. Senza esitazione. E alcuni sono anche tornati dalla pensione apposta…
E sono morti. Tanti. Troppi. E ogni giorno continuano a morire, sia in corsia sia nel loro lavoro di medici di famiglia. Lavoro che hanno preso talmente sul serio da portare le persone a prendersi una denuncia perché li hanno voluti accompagnare nell’ultimo viaggio.
Ma i nostri politici hanno deciso che va bene così. Che all’incendio si può ovviare con qualche bicchiere d’acqua, che sarà sufficiente ridurre di qualche decimale questa mortifera escalation di ricoveri e di morti per poter cantare vittoria. Che i DPI devono essere forniti alla popolazione e che gli strumenti oggi in campo sono bastevoli.
E invece – cari signori (senza offesa per i veri signori, sia chiaro…) – servono ancora MOLTI medici e professionisti, che non si possono assumere “a gettone”, speculando sulle necessità dei singoli e sul miraggio di temporanee indennità e future stabilizzazioni; servono tamponi, e test, e laboratori attrezzati per dare risposte celeri e certe.
Serve attenzione politica e rispetto umano per chi da’ la propria vita per salvare quella altrui. Serve pensare alla Protezione Civile, certo…ma il SSN è la vita di tutti i giorni di una nazione che si vuole presentare come civile ed invece mostra, con questa legge di conversione del decreto “Cura Italia”, tutto il proprio cinismo dopo la facciata compassionevole e solidale, e tutta la propria indifferenza per iniziare davvero a risolvere i gravissimi problemi della sanità italiana.
Problemi che indichiamo DA ANNI ( basta dare una scorsa anche rapida ai nostri articoli sul sito della CISL Medici, www.cislmedici.com sono la migliore testimonianza di tutto ) e che NESSUNO vuole davvero risolvere.
Un proverbio dice : “Passata la festa, gabbato lo santo”. Stavolta la crudezza della politica si è manifestata in costanza di pandemia. Ma se pensate che la cosa finisca qui…vi sbagliate di grosso. Ci saranno molti dei vostri acquiescenti amministratori che pagheranno le carenze di attrezzature e le decisioni sbagliate, e prima o poi “l’acqua alta” arriverà anche a voi. Cominciate a preoccuparvi, è il caso.
Noi, intanto, continueremo a fare i medici. Ne’ eroi, perché non ne abbiamo la presunzione, ne’ martiri, perché voi non avete la statura morale di farci diventare tali.
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