L’iniziativa assunta da un’associazione studentesca, di realizzare una vera e propria schedatura dei docenti sulla base delle loro opinioni politiche, sostenendo che queste ne condizionerebbero l’attività di insegnamento, è di una gravità inaudita. Inammissibile in un Paese come il nostro, che ha nella libertà di insegnamento esercitata nella scuola pubblica un fondamento irrinunciabile di democrazia.Altre sono le procedure e le sedi competenti per valutare, all’occorrenza, se vi siano comportamenti configurabili come indottrinamento degli alunni, quale che sia la matrice cui fanno riferimento. La schedatura è un metodo aberrante, purtroppo già sperimentato in anni bui della nostra storia, da respingere dunque con la massima fermezza.Le strutture territoriali della CISL Scuola sono pronte a denunciare all’autorità giudiziaria chi promuove e gestisce iniziative di questo genere, a tutela della dignità del personale insegnante, del sereno svolgimento delle attività svolte in una scuola che agisce come comunità educante, nel quadro di regole e organismi che ne assicurano un governo partecipato e condiviso.
Parità partecipata. Fumarola all’iniziativa della Fisascat Cisl: «La trasparenza non basta. Servono partecipazione e buona contrattazione»
«Quando esiste un divario strutturale tra uomini e donne, non siamo di fronte soltanto a una differenza economica ma anche di potere contrattuale, di sicurezza, di prospettiva. Sono aspetti che nel commercio, turismo, servizi, logistica, comparti architrave...





