“La politica ambientale è fatta di sola gestione dei disastri e delle emergenze, invece servono politiche di prevenzione del dissesto idrogeologico e di cura del territorio che facciano leva in modo strutturale sull’economia circolare, a partire dai green jobs e tutte le professionalità legate alla forestazione, ai consorzi di bonifica, all’agroalimentare”. Lo ha detto il Segretario Generale della Fai Cisl Onofrio Rota intervenendo a Mantova alla tavola rotonda “Piccoli Comuni, le Radici del Futuro”, nell’ambito del seminario estivo di Symbola.
“Aree interne e piccoli comuni – ha detto il sindacalista – vanno posti al centro dell’agenda politica, non è solo una battaglia della categoria che rappresentiamo, ma è una vera emergenza sociale perché lo spopolamento si unisce a un inverno demografico di enorme portata che già sta gravando sul mondo produttivo, sulla sanità pubblica, sulla coesione sociale: va costruito un modello demografico più attento all’occupazione giovanile e femminile, e più innovativo nel coniugare i flussi migratori con il mercato del lavoro e con reali percorsi di inclusione, formazione delle competenze, partecipazione. Come dimostra l’agroalimentare, i lavoratori stranieri tengono in piedi il made in Italy: è assurdo agire con politiche di ghettizzazione anziché di accoglienza, inclusione e legalità”.
“Secondo l’Istat – ha ricordato il sindacalista – avremo un calo demografico generalizzato fino al 2031, con una riduzione degli abitanti delle zone rurali del 5,5%: si passerà da 10,1 milioni di residenti a 9,5 milioni. I comuni con saldo negativo saranno l’86% del totale con una diminuzione drastica che investirà soprattutto il Mezzogiorno. Oggi – ha concluso Rota rivolgendosi al presidente di Symbola Ermete Realacci e al Card. Zuppi presidente della Cei – dobbiamo puntare a un’alleanza sociale rigenerativa, che unisca il mondo del lavoro con istituzioni e società civile, per invertire la rotta investendo in modo strutturale su nuove infrastrutture, sia materiali che immateriali, puntando su aree interne costituite da comunità più connesse ed inclusive”.
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