“La redazione e la diffusione, nel Libro Bianco, di una strategia manifatturiera nazionale un fatto positivo, perché senza un deciso rilancio dell’industria non c’è futuro per il Paese». Così Giorgio Graziani, segretario confederale della Cisl, commenta i contenuti del documento del Mimit “Made in Italy 2030”, presentato oggi al Cnel.
«Apprezzabile che il Governo intenda impegnarsi non solo con misure comuni, trasversali ai diversi comparti – aggiunge Graziani -, ma anche con la scelta di puntare su filiere specifiche. Opzione necessaria per abilitare le produzione e per rilanciare un’industria capace di rivitalizzare Pil e salari».
«Tuttavia – precisa Graziani – il documento presenta alcuni limiti. Il primo è l’assenza del necessario coinvolgimento delle parti sociali, e in particolare del sindacato. Dalla stagnazione attuale non si esce con orientamenti calati dall’alto: serve un progetto comune in cui gli attori sociali responsabili si riconoscano e siano pronti a contribuire».
«Altro aspetto – avverte Graziani – riguarda la non piena consapevolezza, nel documento, del fatto che senza un forte protagonismo europeo l’industria non riparte. Serve una politica manifatturiera continentale, per conquistare un minor grado di dipendenza dai nostri competitor, USA e Cina in primis. Inoltre – prosegue –senza dotarsi una politica energetica specifica non è possibile immaginare una strategia per l’industria nazionale. Su questo il Paese deve intraprendere una direzione chiara, cominciando ad operare per un mix di fonti che includa anche l’energia nucleare».
«Infine – conclude il segretario confederale Cisl – il Libro Bianco sembra ripropone gli stessi limiti di Industria 4.0 e 5.0, proponendo un modello che assegna alla sola digitalizzazione il compito di incrementare la produttività nelle fabbriche. Ma è un’illusione: solo investendo anche in formazione, capitale umano e valorizzando contrattazione e relazioni industriali si può ottenere il riscatto necessario».
Industria. Graziani: “Libro Bianco è passo avanti ma serve maggiore coinvolgimento del sindacato”



