Quali sono le caratteristiche del lavoro che verrà? Quali le prospettive e le tutele esistenti, quali invece quelle su cui riflettere alla luce del rapido evolversi della digitalizzazione e dell’AI?
Queste le domande a cui si è tentato di rispondere nel corso del seminario formativo organizzato questa mattina dalla Fit-Cisl del Lazio presso la sala Fenocchio della Cisl di Roma Capitale e Rieti, in via Crescimbeni 17/A. Un’iniziativa che ha avuto inizio con i saluti del segretario generale della Fit-Cisl del Lazio, Marino Masucci, secondo cui “per decidere, si deve prima conoscere: è importante che il sindacato e i sindacalisti siano esperti rispetto a questioni che a breve caratterizzeranno il nostro quotidiano. Dobbiamo dare risposte e sollecitazioni adeguate. Le tematiche legate all’IA vanno conosciute a fondo, solo così l’azione a tutela dei lavoratori potrà essere efficace.
Per fortuna, in Europa abbiamo una serie di normative che garantiscono la dignità del lavoro, la privacy, il diritto alla disconnessione dei lavoratori e il contrasto al tecnostress. Tra le iniziative da sottolineare, la direttiva UE sulle piattaforme digitali, che introduce elementi migliorativi per gli addetti della Gig economy, tra cui i rider”.
Dopo l’apertura di Masucci, la relazione della dottoressa Lopetuso, che ha dato il via al seminario con un focus sulla legge 132 del 25 settembre 2025, “disposizioni e deleghe del governo in materia di intelligenza artificiale”. Una norma che ha un impianto antropocentrico, in quanto dispone una supervisione umana continua, e si basa sulla trasparenza e sulla responsabilizzazione: in particolare, si enuncia il principio che l’IA debba rispettare la dignità, i diritti fondamentali e la sicurezza delle persone e si stabilisce l’obbligo informativo per i professionisti che la utilizzano. La legge introduce anche il reato di deepfake, ovvero la manipolazione di immagini e voci, resa possibile e realistica proprio dall’intelligenza artificiale.
La norma disciplina l’impiego dell’IA stabilendo che deve servire a migliorare le condizioni di lavoro, e prescrive il rispetto di importanti limiti: non si deve ledere dignità e privacy dei lavoratori e il committente o datore di lavoro è tenuto a informare il personale sull’utilizzo di sistemi IA. Lopetuso ha successivamente spostato l’attenzione sulla direttiva europea sui lavoratori della gig economy, ovvero la 2024/2831 sul lavoro tramite piattaforme digitali, che il governo italiano dovrà recepire entro agosto 2026. I punti chiave riguardano la presunzione di subordinazione dei lavoratori se la piattaforma controlla l’esecuzione del lavoro, l’obbligo di supervisione e trasparenza sui sistemi decisionali e sull’utilizzo dell’algoritmo per valutare le prestazioni e la tutela dei lavoratori per quanto riguarda previdenza, infortuni, malattia e sicurezza. In finale di mattinata, un focus sul diritto alla disconnessione dei lavoratori, tutelato per lo smart working dalle legge 81 del 2017 e un’importante riflessione sulla privacy dei lavoratori nell’epoca della digitalizzazione e dell’automazione.
In conclusione della mattinata, un suggestivo e approfondito intervento di Enrico Coppotelli, segretario generale della Cisl del Lazio, sull’importanza dell’applicazione della legge sulla partecipazione, sull’opportunità di mettere in comune le buone prassi sindacali e contrattuali e sulla necessità di un sindacato che mantenga al centro l’unicità della persona, essendo al contempo proattivo sui temi dell’innovazione e dello sviluppo.


