Si è appena conclusa a Termoli la grande manifestazione organizzata da Fim, Fiom, Uilm, Fismic e Ugl dei lavoratori Stellantis del sito molisano.
Oltre 1000 lavoratori che hanno sfilato, insieme a numerosi cittadini ed istituzioni territoriali per le strade della città molisana, per rivendicare investimenti e un futuro per il sito che da lavoro ad oltre 1800 pesone e tiene in piedi, tra stipendi, indotto e servizi, l’economia del territorio.
Il sito, dove si producono da anni motori benzina e cambi, ha visto, dopo un primo momento in cui doveva essere il centro della transizione green del gruppo Stellantis con la conversione del plant molisano in giga-factory per la produzione di batterie, un arretramento con continui e ripetuti rinvii, che ad oggi dopo 5 anni, gettano incertezza sul futuro del sito e su cui Stellantis ancora non ha il coraggio di dirci la verità.
Per Stefano Boschini coordinatore nazionale automotive FIM e Marco Laviano Segretario FIM Abruzzo-Molise : “la grande adesione di lavoratori, cittadini e istituzioni è la dimostrazione di quanto il sito di Termoli sia importante per questo territorio – sono cinque anni che lavoriamo per dare una prospettiva produttiva a Termoli.
L’Europa ha sbagliato a proporci una transizione green che non sta in piedi sul piano sociale e sta distruggendo migliaia di posti di lavoro, ora ci aspettiamo che il 10 dicembre l’UE faccia un passo indietro rispetto a tempi e modalità della transizione green, ripartendo dai motori ibridi.
Questo, per quanto ci riguarda, non significa dire no alla transizione green ma significa tenere insime gli aspetti ambietali e il lavoro, perchè non si possono cambiare le normative e far pagare il prezzo solo ai lavoratori.
La transizione infatti, come l’abbiamo fatta fino ad oggi, la stanno pagando solo i lavoratori.
Ma a sbagliare – sottolineano i due sindacalisti FIM – non è stata solo l’UE, ha sbagliato anche Stellantis. La decisione di fermare i motori endotermici dal 2030 anticipando di 5 anni il limite UE, è stato un fallimento e lo ha riconosciuto, ora dobbiamo recuperare il tempo perso, puntare sui motori ibridi perché per i prossimi 15 anni il futuro della transzione è legato alle motorizzazioni ibride. Per questo, chiediamo a Stellantis che sia il sito di Termoli a produrli, perché qui si sono sempre fatti i motori e si sono fatti bene. I motori francesi stanno dimostrando la loro inaffibilità.
La lotta che stiamo facendo oggi a Termoli – continuano i due – è una lotta che interessa tutto il Paese, la politica deve farsi carico di questa necessità – sottolineano Boschini e Laviano – soprattutto nel Mezzogiorno del Paese, perché sono un presidio che garantisce oltre al lavoro il fatto che i giovani restino nelle loro terre e non emigrino altrove. E concludono – Stellantis riporti la produzione di motori a Termoli, continueremo a lottare finché non avremo una risposta.


