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Metalmeccanici. Uliano (Fim Cisl): “Stellantis. Termoli e Cassino a rischio. Su Ilva solo lo Stato può salvare l’acciaio.  L’Europa allenti i vincoli su auto, siderurgia, microchip” 

Pubblicato il 21 Gen, 2026

Nonostante la ripresa nel mese di novembre della produzione industriale, i problemi della nostra manifattura restano e i dossier più delicati si chiamano automotive e Ilva.  

“Siamo molto preoccupati – dice il Segretario della FIM CISL Ferdinando Uliano – intervistato oggi da Rita Querzé sul Corriere della Sera- gli impianti Stellantis funzionano al 35% della capacità produttiva” – con questa situazione, dice il leader FIM,  non possiamo permetterci  la presentazione del piano industriale da parte di Filosa a metà anno. “Alcune delle promesse fatte nel 2024 nel piano presentato da Jean-Philippe Imparato non sono state mantenute. Dove sono la nuova Stelvio e Giulia ibride ed elettriche che dovevano arrivare a Cassino? E che dire di Termoli? Nessuno sa nulla della giga-factory.”  

Il 30 gennaio ci sarà il tavolo dell’automotive, all’ordine del giorno le istanze da portare all’UE per allentare il green deal – per Uliano va bene, ma il problema del settore non è tutto lì, “ noi – dice – porteremo la questione delle questioni: come risollevare la produzione di Stellantis”.  

L’altra spina nel fianco dei metalmeccanici è l’ex-Ilva, basta restare appesi, dall’arrivo dei commissari non c’è un soggetto industriale interessato ad investire e sul fondo Flacks, basta restare appesi all’arrivo di improbabili cavalieri bianchi. Gli impianti – dice – hanno bisogno di 5 miliardi di investimenti e 1.3 mld da restituire allo Stato, in queste condizioni nessun investitore serio si farà avanti. “Il governo sia coerente come dice, se la siderurgia è strategica, assuma il controllo dell’ex-Ilva  per risanarla e poi metterla sul mercato. Aziende come Leonardo e Fincantieri stanno facendo moto bene non vediamo altre strade.”  

Infine il Segretario FIM lancia una sfida: “i vincoli europei di bilancio non vanno allentati solo per la spesa per la difesa ma anche su auto, siderurgia, microchip. Nel sindacato questa consapevolezza è condivisa: governo e Confindustria ci supportino in questa battaglia in Europa”.