«Per noi è necessario un cambio di passo nelle politiche europee. L’Europa deve adottare un approccio diverso: occorre modificare il Patto di stabilità e prevedere deroghe per gli investimenti industriali, non solo per quelli militari ma, soprattutto, per l’industria civile.
Serve un fondo europeo di investimenti dedicato al rafforzamento dell’industria e dell’occupazione. Questo è un passaggio indispensabile per evitare che l’Europa venga schiacciata dai grandi blocchi geopolitici e per affermare un modello europeo in cui il lavoro, l’industria, la pace e la democrazia restino elementi centrali.
È per questo che riteniamo fondamentale dare continuità alle nostre azioni di lotta per il lavoro e per l’industria. C’è bisogno di un’Europa forte, ma anche di un’Europa diversa rispetto a quella che abbiamo conosciuto finora. Oggi l’Unione appare troppo concentrata esclusivamente sulla difesa e sull’industria militare.
Noi pensiamo sia necessario aprire una vera revisione del modo in cui l’Europa si rapporta all’industria, perché salvare l’industria significa salvare l’occupazione. E salvare il lavoro vuol dire anche costruire democrazia, contrastare i fascismi, promuovere la pace all’interno dell’Europa e rimettere l’azione sindacale al centro dell’agenda politica».


