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Sardegna. Solinas (Fistel Cisl ): “RAI regione: una periferia da abbandonare?”

Pubblicato il 1 Dic, 2021

“Nei corridoi dei piani alti della RAI, non è ancora giunto l’ eco della rivendicazione mossa dai Sardi, per il riconoscimento dello status di insularità nella nostra Costituzione”, è quanto dichiara Giovanni Maria Solinas, responsabile della Fistel Cisl Sardegna per le politiche dell’ emittenza pubblica e privata. “Se così non fosse, tanto il nuovo Amministratore Delegato quanto i responsabili del settore Sedi Regionali, avrebbero già garantito  – aggiunge Solinas – l’ effettivo rispetto della Convenzione sulla specificità regionale e dello stesso Contratto di Servizio della RAI”.

“L’ articolo 25 del contratto di servizio 2018-2022, infatti,  prevede, fra gli obblighi specifici, la tutela delle minoranze linguistiche, compresa (finalmente!) quella sarda e, per queste, si impegna a «garantire la produzione e distribuzione di trasmissioni radiofoniche e televisive, nonché di contenuti audiovisivi». Questa tutela e valorizzazione dovrebbero esplicarsi con la trasmissione di oltre 100 ore di programmazione radiofonica e più di 20 ore di programmazione televisiva dedicata e in lingua sarda.

“Questa Convenzione sulla specificità regionale e il Contratto di Servizio della RAI” non vengono garantiti e rispettati. Sono perciò a rischio  – aggiunge Solinas – ore di programmazione che significano risorse economiche e occupazione, ma soprattutto attenzione verso un territorio e la sua sede regionale, in particolare nei confronti dei lavoratori che in tutto il periodo dell’ emergenza pandemica hanno risposto con la loro professionalità, facendo la propria parte nella garanzia del servizio pubblico”.

“Dovremmo parlare di sviluppo e prospettive future per un’ azienda cardine del Paese, di investimenti e piani industriali, invece siamo costretti  – prosegue Giovanni Maria Solinas – a denunciare il totale stato di abbandono del «Centro di Produzione Regionale Rai Sardegna»: dalla carenza di organico all’ assenza di turn over sul personale in quiescenza, dall’ impiego delle risorse in produzioni esterne all’ assenza di un Direttore della sede, fino ad arrivare alla rigidità e poca saggezza che caratterizzano i primi approcci dell’ Azienda di Stato alla trattativa sul rinnovo del CCNL.

“Ultimo capitolo di quella che, se non toccasse la vita delle lavoratrici e dei lavoratori e gli interessi di tutto un popolo, sembrerebbe una farsa, è stato l’ annuncio da parte del nuovo vertice RAI del taglio delle edizioni notturne dei TG regionali.

La Sardegna ha il diritto di far sentire la propria voce e di farla sentire esprimendosi anche nella propria lingua!

I lavoratori sardi della RAI hanno il diritto di vedere tutelato il proprio lavoro e il proprio futuro!

Le Istituzioni e la politica hanno il dovere di stare a fianco di questi lavoratori e delle organizzazioni sindacali nel rivendicare il rilancio della RAI in Sardegna!

La RAI ha il dovere di continuare ad essere servizio pubblico, rispettando e valorizzando la specificità della Sardegna con gli investimenti necessari per le produzioni in lingua sarda, con gli investimenti necessari per il rilancio della sede RAI Sardegna, con la valorizzazione delle sue lavoratrici e dei suoi lavoratori, con un diverso e nuovo approccio alla trattativa per il rinnovo del CCNL”.

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