“Fu un processo di grande rilievo storico per i lavoratori e per contribuire al consolidamento della democrazia repubblicana, assicurare la difesa degli interessi economici e morali dei lavoratori e garantire il loro apporto alla ricostruzione del paese. Ben presto emersero i limiti di un compromesso che non scioglieva due nodi che incombono ancora sui processi politici ed organizzativi: la questione dell’autonomia del sindacato e la necessità di tener conto che le esigenze dei lavoratori nascono e possono essere intercettate in termini di rappresentanza, operando dal basso, in diretto contatto con i loro bisogni di tutela. Ecco perché, allora come oggi, la questione dell’unità dei lavoratori costituisce un obiettivo strategico per la Cisl e per chiunque rifiuti la prospettiva di un sindacalismo corporativo e poco rappresentativo che non ha consapevolezza dell’articolata complessità del mondo del lavoro e che non sa praticare la rappresentanza in ragione degli interessi generali del Paese e del bene comune. Occorre per questo rilanciare una confederalità nuova, generata dal basso, costruita su esperienze condivise, nel territorio e nei luoghi di lavoro, su specifiche questioni da affrontare e risolvere concretamente. Una confederalità generata dalla necessità di dare tutele e sicurezze ai lavoratori e di generare nuova fiducia nel ruolo dei corpi intermedi, del loro indispensabile apporto al Paese, all’Europa,alla tutela del lavoro nel mondo globalizzato”.
Scuola. Fumarola: «Firma accordo economico CCNL 2025/27 passo importante per garantire il recupero del potere d’acquisto eroso dall’inflazione»
La CISL e la FSUR CISL esprimono grande soddisfazione per la sottoscrizione avvenuta in data odierna all'A.R.a.N. dell'accordo sulla parte economica del CCNL Istruzione e Ricerca 2025/2027. «Si tratta di un risultato particolarmente significativo che consente, a pochi...






