La Cisl Fp Basilicata torna a farsi sentire sul tema del lavoro agile e della modernizzazione dei processi lavorativi negli Enti locali e strumentali della regione. Nel quadro del dibattito in corso sulle nuove regole e sulle tutele per i lavoratori, il sindacato chiede una decisa accelerazione nella revisione dei regolamenti vigenti e l’attivazione immediata di postazioni di co-working, distribuiti sull’intero territorio regionale.
Per il segretario generale Pino Bollettino e il segretario regionale Vincenzo Pernetti «lo smart working non può più essere trattato come misura emergenziale, ma deve diventare un pilastro della buona amministrazione. In una regione come la Basilicata, segnata da un’elevata incidenza del pendolarismo e da una morfologia territoriale complessa, il potenziamento del lavoro agile rappresenta la risposta più efficace a due criticità strutturali.
La prima è quella energetica: ridurre gli spostamenti casa-lavoro significa alleggerire i costi del carburante per i dipendenti e contenere l’impatto ambientale, in coerenza con gli obiettivi di sostenibilità. Un fattore, quello energetico, che diventa ancora più cruciale con l’impennata del costo dei carburanti e dei trasporti che pesa come un macigno sul potere di acquisto delle famiglie.
La seconda è quella demografica: garantire la possibilità di lavorare in modalità agile o presso hub di co-working nei piccoli comuni consente ai lavoratori di restare nelle proprie comunità, trasformando il lavoro in un presidio sociale concreto contro lo spopolamento delle aree interne.
Di qui l’appello che il sindacato tornata a rivolgere alla Regione, alle Province e a tutti i Comuni del territorio: «È necessario che tutte le funzioni locali e gli enti strumentali diano un segnale tangibile di modernità. Chiediamo che si passi dalle parole ai fatti, aggiornando i regolamenti interni per riconoscere il diritto allo smart working con regole chiare, tutele certe e dotazioni tecnologiche adeguate», spiegano Bollettino e Pernetti.
La Cisl Fp indica un modello articolato su due direttrici complementari: «Da un lato bisogna rivedere i regolamenti interni per superare le attuali restrizioni e garantire una flessibilità organizzativa che sappia tenere insieme le esigenze di conciliazione vita-lavoro con l’efficienza dei servizi al cittadino; dall’altro serve costruire una rete diffusa di co-working attivando protocolli d’intesa per la creazione di postazioni di lavoro condivise negli uffici pubblici sottoutilizzati, permettendo così al dipendente di svolgere la propria attività dalla zona di residenza senza dover necessariamente raggiungere il capoluogo.
Il lavoro agile è una sfida di civiltà e di progresso. Non possiamo permettere che la burocrazia o la resistenza al cambiamento rallentino un processo che porta benefici economici ai lavoratori, minore impatto ambientale per la collettività e nuova vitalità per i nostri borghi. La Basilicata deve candidarsi a diventare modello di questa transizione culturale», concludono Bollettino e Pernetti.






