Il Governo non indica i criteri tecnici e qualitativi vincolanti per gli installatori della fibra ottica, facendo sì che la digitalizzazione del nostro Paese, attraverso le risorse pubbliche del PNRR, sia fatta con fibra ottica dalle generiche o assenti specifiche tecniche, prodotta da Cina, India e Corea.
Un dumping silenzioso che, per assecondare vari interessi sull’onda lunga dell’accordo della Via della Seta, pregiudica fortemente il futuro dell’unico stabilimento produttivo in Italia (Fos di Battipaglia, gruppo Prysmian) e unico stabilimento in Europa per l’altissima qualità della fibra prodotta (A2).
Un paradosso tutto Italiano che, in maniera miope, annuncia di valorizzare e sviluppare le imprese Nazionali, inaugurando il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ma che poi nei fatti chiude gli occhi di fronte allo smantellamento della filiera industriale d’eccellenza del Paese, in un momento in cui, peraltro, le crisi geopolitiche internazionali mettono seriamente a rischio l’approvvigionamento delle materie prime, tra cui la fibra ottica.
Rinnoviamo l’appello ad accendere un faro su questa vertenza, frutto di una cattiva gestione delle procedure e delle risorse.
In allegato i nostri ultimi due comunicati stampa. Per qualsiasi richiesta di chiarimenti, siamo a disposizione della vostra redazione.
Parità partecipata. Fumarola all’iniziativa della Fisascat Cisl: «La trasparenza non basta. Servono partecipazione e buona contrattazione»
«Quando esiste un divario strutturale tra uomini e donne, non siamo di fronte soltanto a una differenza economica ma anche di potere contrattuale, di sicurezza, di prospettiva. Sono aspetti che nel commercio, turismo, servizi, logistica, comparti architrave...





