“Il giudice del Lavoro di Trieste ha accolto il ricorso per condotta antisindacale presentato da Fim, Fiom, Uilm e annullata la procedura di licenziamento dei 451 lavoratori del sito triestino”. Lo annunciano in una nota congiunta il Segretario nazionale Fim-Cisl Massimiliano Nobis e il Coordinatore nazionale Mauro Masci che spiegano: ” Sono stati violati gli obblighi d’informazione preventiva circa le dinamiche economiche e produttive e le possibili suscettibili ricadute occupazionali. Norme da lei stessa sottoscritte nel Contratto Nazionale e Aziendale. La sentenza arriva dopo la grande mobilitazione messa in campo da Fim, Fiom, Uilm insieme ai lavoratori di Wartisila lo scorso 3 settembre, e dopo l’intervento del Governo di modifica della Legge 234-21 sulle delocalizzazioni. Ora dopo la sentenza bisogna rilanciare subito l’attività industriale e l’occupazione a Trieste, la città e il territorio non possono permettersi di perdere questo importante presidio industriale“.
Lavoro. Daniela Fumarola al Consiglio generale della Cisl Umbria: «Incentivi ai giovani utili, ma priorità a salari, produttività e qualità del lavoro»
«L'Umbria è una regione con una storia produttiva importante, costruita su un tessuto diffuso di piccole e medie imprese, su tradizioni manifatturiere solide, su una cultura del lavoro che ha saputo resistere a più di una crisi. Ma negli ultimi anni la regione ha...





