Emilia Romagna. Cisl e Fp Emilia Centrale: nuovo contratto nazionale del Pubblico impiego per 23 mila modenesi

Modena, 1 dicembre 2016. L’intesa raggiunta ieri sera per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego è una buona notizia per i circa 13 mila lavoratori modenesi della pubblica amministrazione e i 10 mila docenti e non docenti della scuola in organico di diritto (cui si aggiungono alcune migliaia di supplenti) che, in questi anni, si sono mobilitati spesso per sollecitare il nuovo contratto. «Quanto convenuto tra Cgil, Cisl e Uil e governo sul rinnovo dei contratti del pubblico impiego è prima di tutto il riconoscimento del lavoro di migliaia di lavoratori del settore, ma segna anche il cambio di passo per il quale a lungo ci siamo impegnati», affermano le segreterie della Cisl Funzione pubblica Emilia Centrale e della Cisl Scuola Emilia Centrale, rilevandoo che l’accordo è premiante in quanto prevede meno burocratizzazione, precariato e gerarchia, più formazione e benessere organizzativo, lavoro più agile e attenzione a chi può esprimere servizi innovativi per le comunità. «Nel merito – osserva Davide Battini, segretario generale della Cisl Fp – vengono riconosciute nuove regole per nuovi contratti. Si apre, con un riconosciuto ruolo dei sindacati, una stagione diversa per i servizi pubblici. Una strada impegnativa verso il riconoscimento professionale dei lavoratori pubblici e, da subito, verso un rinnovo di contratto con risorse per tutti, da aumentare nella contrattazione di posto di lavoro. Mutano – continua Battini - le regole del gioco: da qui in avanti, come nel privato, saranno le parti a decidere le materie da regolare con la contrattazione. Vale a dire meno legge e più contratti per dare più valore alle competenze dei lavoratori anche nell’innovazione organizzativa che serve ai nostri enti. Aumenta la valorizzazione del lavoratore pubblico. Infatti, si darà un impulso vero alla partecipazione e al coinvolgimento cognitivo e motivazionale nei posti di lavoro. È questa la leva che spinge al cambiamento nel modo di lavorare e organizzare i servizi a cittadini e imprese». «Questo accordo politico – aggiunge Antonietta Cozzo, a nome della segretaria Cisl Scuola Emilia Centrale - assume l'impegno di riequilibrare il rapporto tra legge e contratto, in tutti i comparti, a vantaggio della contrattazione e delle relazioni sindacali. Va nella direzione su cui da mesi si è spesa buona parte delle nostre iniziative, a partire dai tavoli aperti al Ministero dell’Istruzione». «È molto importante, certo, la parte economica: 85 euro mensili di aumento, contro i 20 da cui si era partiti – sottolinea la modenese Monica Barbolini, segretaria regionale della Cisl Scuola - Per altro avremo anche una tassazione inferiore del salario accessorio che, per il pubblico, prima non c’era. È previsto, inoltre, lo studio di forme di welfare contrattuale che dovremo declinare nei vari contratti. Per la scuola faremo entrare in contratto il bonus premiale, sino a ora soggetto a una discrezionalità dei dirigenti: c’è l’impegno da parte del governo in tal senso. In sintesi, si apre la strada al welfare aziendale, alla decontribuzione dei premi di produttività e all’incentivo alla previdenza complementare anche nel pubblico impiego. Con questo accordo si rimettono al centro le persone».

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