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Organismi di Parità e Jobs Act

Sulla Gazzetta Ufficiale n° 221 del 23 settembre 2015 è stato pubblicato il decreto legislativo n°151 (in vigore dal 24 settembre) legato al “Jobs Act” recante “Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità” che, agli artt. 27–42, contiene diverse novità relative al “Comitato Nazionale per l’attuazione dei principi di parità di trattamento ed uguaglianza di opportunità tra lavoratori e lavoratrici” istituito presso il Ministero del Lavoro con L. 125/1991 e alla Rete delle Consigliere/i di Parità nelle sue diverse articolazioni, nazionale, regionali e provinciali.
Come Cisl non abbiamo mai espresso contrarietà rispetto agli obiettivi di razionalizzazione e semplificazione complessiva degli Organismi di Parità ma nello stesso tempo abbiamo sempre sottolineato il rischio che ‐ soprattutto in assenza di un Ministro delle Pari Opportunità ‐ i tagli sistematici alle risorse destinate alle pari opportunità e alla progettazione di azioni positive (ex L.125/1991), i ritardi e i ridimensionamenti nella composizione e nelle funzioni degli stessi Organismi potessero indebolirne l’azione e l’efficacia.
In questo senso prendiamo atto della scelta di rimettere alle disponibilità dell’’Ente territoriale di pertinenza “l’eventuale retribuzione dei permessi...” delle consigliere/i di parità con l’auspicio che tale decisione non finisca per compromettere di fatto l’importante azione di presidio e l’attività di contrasto alle discriminazioni da parte delle stesse Consigliere impegnate sul territorio. A riguardo monitoreremo con attenzione gli effetti che la riorganizzazione e gli interventi messi in atto produrranno nel tempo nella speranza che gli stessi non determinino una battuta di arresto sulle politiche di parità e pari opportunità tra uomini e donne sul lavoro di cui il Paese ha invece bisogno e la stessa Europa raccomanda di rafforzare.

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