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Breve storia dei Fondi Sanitari

A. FONDI SANITARI

I primi Fondi sanitari privati in Italia risalgono all’ottocento. Sono le Società di Mutuo Soccorso (SMS) costituite da artigiani e operai, organizzati per affrontare i disagi dovuti
a malattie, invalidità, guerre, povertà e vecchiaia.
Durante gli stessi anni nascono gli Istituti mutuo-previdenziali, i quali, durante gli anni venti, rispetto alle SMS che mantengono il principio di volontarietà, assumono il carattere di obbligatorietà.
Il percorso di sviluppo e di ampliamento di tali enti sorpassa in modo significativo le SMS. Basti pensare che negli anni cinquanta, ad esempio, l’ INAM (istituto Nazionale Assicurazione Malattie) dava copertura a circa la metà della popolazione italiana.
In quel periodo nascono diverse Mutue sanitarie ( INAM, ENPAS, INADEL ecc.), differenziate per categoria di appartenenza e per livello di copertura sanitaria garantita.
In seguito, la frammentazione del sistema e l’enorme cumulo debitorio delle Mutue, portano alla soppressione delle Mutue e all’Istituzione del Servizio sanitario nazionale (legge 833/78), fondato sui principi della universalità e della solidarietà, finanziato dalla fiscalità generale.
Il provvedimento che stabilisce la soppressione delle Mutue non riguarda, però, le SMS, in quanto volontarie ed operanti anche in settori diversi dall’assistenza sanitaria.
Di fatti, l’introduzione del Servizio sanitario nazionale (Ssn), comporta una drastica riduzione degli iscritti a schemi assicurativi privati e/o ad organizzazioni mutualistiche.
Il tema dei Fondi sanitari è ripreso nella prima versione del d.lgs 502/92, che all’art. 9 prevede la possibilità per le regioni di avviare, a partire dal 1995, delle forme di assistenza differenziata per particolari gruppi di prestazioni. Tali forme differenziate possono essere realizzate con il coinvolgimento di soggetti singoli o in consorzio, incluse le mutue volontarie, al fine di definire contratti di erogazione di specifiche prestazioni ai cittadini che li avessero scelte in alternativa alla copertura del Ssn. L’obiettivo è il superamento del principio di universalità e solidarietà del Ssn ed avviare un percorso mirato alla creazione di sistemi di quasi - mercato per alcune branche di prestazioni sanitarie, finanziate da risorse alternative alla fiscalità generale.

B. FONDI SANITARI INTEGRATIVI

A distanza di un anno, il d.lgs 517/93 chiude ogni possibilità in tale direzione e modifica la norma sostituendo le “forme di assistenza differenziata” con “forme integrative di assistenza sanitaria”, specificando, con chiarezza, che si tratta di prestazioni aggiuntive a - e non sostitutive di – quelle erogate dal Ssn. (continua...)

 

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