Scuola in piazza per il diritto alla contrattazione

scuola220 maggio 2016. "La Cisl sostiene la protesta del mondo della scuola". Lo sottolinea sul suo profilo twitter la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan sullo sciopero di oggi proclamato dai sindacati di categoria di tutto il personale della scuola. "Il Governo non puo' fare le orecchie da mercante. Ha il dovere di aprire nei prossimi giorni il confronto con i sindacati. La #lascuolavera (e' l' hashtag scelto dai sindacati per lo sciopero di oggi) si fa rinnovando i contratti e ridando dignità a chi ci lavora", aggiunge la leader nazionale della Cisl.

E il Segretario confederale Cisl, Maurizio Bernava,  a margine del corteo orta San Paolo alle 10 e diretto davanti alla sede del Miur, ha tenuto a precisare come "una legge buona che sia, e purtroppo la 107 non lo è, non possa modernizzare la scuola come davvero meriterebbe" vale a dire "dare le retribuzioni adeguate e per questo ci vuole un contratto subito ed una vera riorganizzazione puntando sulla contrattazione. Ci vuole una vera svolta come hanno chiesto oggi i lavoratori" ha concluso.

La Segretaria generale della Cisl Scuola, Maddalena Gissi, si è rivolta direttamente alla ministra Giannini "Bontà sua. La ministra Giannini dichiara che quando chiediamo di rinnovare il contratto facciamo cosa legittima. Ci mancherebbe altro! Poi si ferma lì e rimanda la palla alla sua collega titolare della Funzione Pubblica, visto che è l’intero pubblico impiego a essere interessato a questo rinnovo. Una ragione davvero singolare, che tuttavia non vale per noi a sollevarla dalle responsabilità di cui è investita, come membro di questo governo e più direttamente per il ruolo che ricopre – questo dichiara la Segretaria della Cisl Scuola, Maddalena Gissi Gliene vogliamo ricordare almeno una, proprio con riferimento a quanto il Governo starebbe facendo per la scuola e a quell’"enorme sforzo" per l’incentivazione degli insegnanti. Si convinca – continua la Gissi - la ministra Giannini, che l’uso di quelle risorse, trattandosi di salario accessorio, non può essere deciso chiudendo ogni spazio di contrattazione. Scelta illegittima e inopportuna. È proprio l’idea del contratto dunque, e della sua funzione, che ci sembra le sia assolutamente estranea. Glielo ripeteremo oggi – conclude la segretaria della Cisl Scuola - con la manifestazione che si concluderà davanti al suo Ministero”. 
"Non ci possiamo permettere uno stipendio equiparato a quello di Cipro e Malta", ha poi detto al termine della protesta. "Non ci va bene la chiamata diretta, con la scelta discrezionale da parte dei presidi". "La farraginosita' sulle procedure portera' ritardi sull'avvio dell'anno scolastico. Insegnamo ai ragazzi la cooperazione, se qualcuno pensa di dividere la scuola trovera' la scuola contro". Poi il riferimento alla "premialita' che ha introdotto conflittualita' e divisione all'interno della scuola".

Tra le motivazioni dello sciopero di oggi, che vede l'astensione dal lavoro per l'intera giornata del personale della scuola (docente, educativo, ATA e dirigente),  il mancato avvio delle trattative per il rinnovo del contratto fermo da parecchi anni e le numerose emergenze del settore su cui da mesi i lavoratori e i sindacati sono mobilitati, soprattutto quelle legate all'applicazione della legge 107, ma soprattutto per rivendicare il diritto alla contrattazione. I sindacati chiedono di rinnovare un contratto fermo da anni, una situazione che la stessa Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima e che si è fatta assolutamente intollerabile. Un contratto che riconosca in modo adeguato il valore del lavoro in un settore di importanza strategica per il Paese, riavvicinando le retribuzioni del personale della scuola a quelle di altri comparti della Pubblica Amministrazione e a quelle degli altri Paesi europei.

"Speriamo che una grande organizzazione sindacale come la Cisl Scuola insieme a tutti gli altri sindacati rappresentativi di piu' di un milione di lavoratori riesca ad ottenere il rispetto dovuto" ha detto nei giorni scorsi Maddalena Gissi ai microfoni di LaborTv. "Parlo di rispetto perché la contrattazione deve tornare nelle nostre scuole per rivedere i carichi di lavoro, le nuove professionalità, le sfide che aspettano questa scuola compreso il maggiore impegno che la stessa Europa ci chiede. Vogliamo che tutte le materie che ci sono state già depauperate dalla riforma Brunetta non continuino ad essere strappate e strattonate dal decreto Madia".

Tre in sintesi  le parole chiave che riassumono ragioni e obiettivi della giornata di lotta - ricordano in una nota congiunta i Segretari generali di Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals Confsal, Domenico Pantaleo, Maddalena Gissi, Giuseppe Turi e Marco Paolo Nigi: Contratto, Partecipazione, Stabilità del lavoro, per superare gli aspetti più devastanti e deleteri della legge 107 del 2015.

  • Contratto e contrattazione: è indispensabile riconquistare al confronto e al negoziato materie che toccano aspetti importanti del rapporto di lavoro e che non possono essere gestiti in modo unilaterale e verticistico. Quando si parla di assegnazione della sede di servizio, o di retribuzione per merito, servono regole certe e trasparenti e la sede legittima per definirle è la contrattazione.
  • Partecipazione: lo sciopero rilancia e difende un’idea di scuola in cui tutti i soggetti agiscono nel segno della partecipazione, della collegialità, dell’assunzione di responsabilità condivise. È la scuola della nostra Costituzione, quella che ha fatto crescere le persone e il Paese e che non vogliamo vedere esposta a divisioni artificiose e inquinata da suggestioni autoritarie inutili e pericolose.
  • Stabilità del lavoro: la realtà è molto diversa da quella propagandata dal Governo. L’area del lavoro precario non è affatto diminuita, per i docenti, col piano straordinario di assunzioni e col bando di un concorso. Per gli ATA, poi, addirittura zero assunzioni pur essendoci 12.000 posti vacanti. Sono decine di migliaia i precari che non vedono realizzato il loro diritto alla stabilità del lavoro, e rischiano anzi di perderlo per effetto delle scelte compiute dal Governo.

La protesta riguarda direttamente tutte le professionalità presenti nella scuola: personale ATA, docenti, dirigenti che chiedono che il valore della scuola pubblica non sia declamato a parole, ma sostenuto concretamente da forti politiche di investimento.  Manifestazioni si sono tenute in tutte le principali città italiane, organizzate dalle strutture territoriali e regionali dei sindacati Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals Confsal. 

 PER SAPERNE DI PIU: www.cislscuola.it

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