Roma, 16 febbraio 2018. L’incontro di oggi sul settore automotive al Mise si è appena concluso. Al tavolo con il Ministro Calenda i segretari generali di Fim, Fiom, Uilm ed i responsabili dell’industria di Cgil Cisl Uil. L’iniziativa del Ministro è volta a verificare con le organizzazioni sindacali un quadro completo degli stabilimenti localizzati in Italia, livello di saturazione produttiva e capienza ammortizzatori sociali e la costruzione di strumenti compatibili con l’unione europea di di supporto e di contrasto alle politiche di sostegno di altri paesi all’interno dell’unione doganale 3) il posizionamento tecnologico e organizzativo del nostro settore a fronte dei rapidissimi cambi di tecnologia nel settore della mobilità.
“Noi della Fim Cisl -dichiara il Segretario generale della Fim Cisl, Marco Bentivogli- abbiamo rappresentato il quadro di miglioramento sostanziale del ricorso agli ammortizzatori sociali rispetto a solo 4 anni fa, dal 27% si è passati al 5%, ma in un contesto in cui permangono criticità in particolare nello Stabilimento Fca di Pomigliano in cui servono due modelli premium che saturino completamente l’occupazione. L’urgenza per lo stabilimento campano è determinata dalla mancanza di un’adeguata copertura da parte degli ammortizzatori sociali disponibili che finirebbero a giugno 2019 .
Atre situazioni che presentano criticità riguardano lo stabilimento di Mirafiori, dove da tempo si attende un ulteriore modello da affiancare al Suv Levante, lo stabilimento di Melfi per l’insaturazione dovuta al mancato arrivo di un modello in sostituzione di Grande Punto e per lo stabilimento di Maserati di Modena per le prospettive produttive dal 2019. Più in generale è necessario tenere sotto osservazione gli aspetti riguardanti le motorizzazioni, anche a seguito della campagna europea sul diesel, per il rischio di futuri impatti per le produzioni italiane diesel degli stabilimenti italiani Wm di Cento e di Pratola Serra e le evoluzioni sulle motorizzazioni elettriche e Ibride.E’ altrettanto importante monitorare e verificare l’annunciato eventuale spin-off di Magneti Marelli per avere tutte le assicurazioni che questo si inquadri in un mantenimento del controllo da parete del gruppo e vada nella direzione di un rafforzamento ulteriore in termini di prospettive industriali e occupazionali”.”Inoltre -aggiunge Bentivogli- è necessario avere un quadro delle iniziative per verificare insieme come affrontare le sfide già in corso sul cambio tecnologico che sta coinvolgendo l’intero settore. Continuiamo a ritenere che il processo di consolidamento del settore non possa lasciare al margine Fca e che bisogna assolutamente insistere in una strategia di alleanze internazionali, anche grazie al valore crescente del gruppo anche a seguito dei risultati finanziari e industriali e di riduzione del debito. Su tutte queste partite è positiva l’azione di Governo, specie all’interno di un quadro di attenzione specifica a settori che hanno trainato la ripresa del paese, avvenuta grazie ad accordi sindacali di svolta, come quelli realizzati in FCA. Bisogna inoltre fare il punto per rafforzare gli ammortizzatori sociali, verificare un accesso spesso solo teorico ai benefici relativi ai lavori usuranti. E’ positivo che il Governo scenda in campo per contrastare, come prevedono i trattati europei, azioni di delocalizzazioni attraverso azioni di dumping realizzati da paesi terzi attraverso consistenti aiuti di Stato come avviene in Turchia e in Est Europa. E’ altresì vero che accanto agli Investor day, ci sono le organizzazioni sindacali che hanno condiviso e vinto la sfida di rilanciare il settore e non sono più comprensibili, ne accettabili, rinvii del confronto sindacale con l’AD di Fca Sergio Marchionne”.
“La Fim-Cisl si è sempre battuta per rilanciare FCA e il settore automotive, non ha mai condiviso chi invece aveva investito in passato sul suo fallimento, pertanto non resterà ne silente ne immobile rispetto alla necessità di un rilancio ulteriore degli investimenti in FCA”.
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