Roma, 20 settembr e- “L’episodio grave e sconcertante accaduto nel carcere di Rebibbia non può essere imputabile ai Responsabili della gestione del penitenziario, verso i quali sono stati adottati provvedimenti troppo sommari e carenti di motivazioni”. Lo dichiara in una nota il Segretario Generale della Fns Cisl, Pompeo Mannone, commentando quanto avvenuto nel penitenziario romano di Rebibbia dove una detenuta ha lanciato sulle scale del reparto nido i suoi due figli, uccidendoli. “Come Federazione Nazionale della Sicurezza della Cisl- continua Mannone- esprimiamo la nostra solidarietà e vicinanza al Direttore, al Vice Direttore ed al Vice Comandante del carcere di Rebibbia. Il tragico evento mette a nudo un sistema penitenziario che manifesta gravi lacune anche a seguito di norme che hanno reso ingestibile la funzione trattamentale nelle carceri. Ad esempio, l’abrogazione degli ospedali psichiatrici giudiziari non ha determinato la realizzazione di strutture alternative, questa è la solita superficialità di approccio di italica maniera: si assumono decisioni anche giuste e civili ma non ci si preoccupa degli effetti che potrebbero derivarne, né si è considerato, su questo versante, l’inefficacia del servizio sanitario nazionale”. “Pensiamo che in riferimento a quanto successo nel carcere di Rebibbia – conclude Mannone- sia necessario insediare una Commissione che affronti la questione a tutto tondo ed individui le criticità complessive esistenti nel sistema senza utilizzare scorciatoie che appaiono ingenerose per chi opera quotidianamente nelle carceri italiane”.
Lavoro. Fumarola alla presentazione del VII Rapporto Ocsel: «Riconoscere il diritto universale alla contrattazione integrativa decentrata»
«Il VII Rapporto OCSEL della Cisl indica una traiettoria chiara: integrare sempre di più i livelli nazionale, territoriale e aziendale, mettendo al centro la partecipazione e costruendo un sistema multilivello in cui contrattazione, welfare territoriale e politiche...





