“… come era già accaduto negli anni tragici del terrorismo, fu il mondo del lavoro a scendere in campo per sollecitare una risposta unitaria ed attiva di tutto il paese, senza distinzioni, di fronte all’attacco portato al cuore delle istituzioni democratiche dalla mafia. Un mese dopo la strage di Capaci, il 27 giugno 1992, centomila lavoratori giunsero a Palermo da ogni parte d’Italia, marciarono dietro le bandiere del sindacato per chiedere giustizia, legalità, sviluppo. (…) Lo sappiamo bene: la causa umana fondamentale di ogni forma di mafia è la miseria senza vie d’uscita. (…) E’ un errore pensare che la lotta per la legalità sia cosa diversa e separata da quella per la crescita sociale, per gli investimenti e per lo sviluppo economico. Il tempo di questa lotta è unico. (…) Bisognerebbe, insomma, ripartire in tutto il paese dalla centralità del lavoro, dalla sua dignità, la sua sicurezza, dalla lotta ad ogni forma di sfruttamento, spezzando quella rete di omertà, di ricatto che c’è in molti territori”
Lavoro. Daniela Fumarola al Consiglio generale della Cisl Umbria: «Incentivi ai giovani utili, ma priorità a salari, produttività e qualità del lavoro»
«L'Umbria è una regione con una storia produttiva importante, costruita su un tessuto diffuso di piccole e medie imprese, su tradizioni manifatturiere solide, su una cultura del lavoro che ha saputo resistere a più di una crisi. Ma negli ultimi anni la regione ha...






