«Rilanciare crescita, salari e pensioni. Traguardi da tagliare con un Patto sociale. Il decreto è un primo passo, ma serve una strategia condivisa con le parti sociali che agisca su alcune traiettorie. La prima è una politica dei redditi espansiva: i bonus sono transitori, va ancora ridotto strutturalmente il cuneo fiscale. Serve un fisco più leggero su lavoro e pensioni, un controllo serrato su prezzi e tariffe. Le risorse si trovano tassando rendite improduttive da finanza speculativa, grandi patrimoni immobiliari e superprofitti da oligopoli. La seconda direttrice riguarda gli investimenti sulla persona a partire dalla formazione, che deve diventare un diritto soggettivo esigibile e universale, e che porta con sé incremento di innovazione, produttività e salari. È poi necessaria una riforma del welfare che promuova politiche attive, sanità di prossimità, non autosufficienza». (Leggi l’intervista integrale)
«Caregiver, non chiamatela vocazione femminile» – Intervista a Daniela Fumarola su “La Gazzetta delle Donne”
Badanti, assistenti sociali, educatrici, infermiere: il lavoro di cura continua a essere svolto soprattutto dalle donne. Non per vocazione, ma...









