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Campania. Cisl: “Politiche abitative. Il “diritto alla casa” è un diritto dell’intera collettività”

Pubblicato il 11 Nov, 2019

Napoli, 11 novembre 2019. “Quello della casa è un problema che continua ad aggravarsi se non si mette seriamente mano ad una politica abitativa. Purtroppo nel dibattito pubblico l’aumento dei nuovi poveri sta diventando un problema anche per le case popolari e in questi anni abbiamo assistito solo al palleggiamento delle responsabilità tre enti gestori e i comuni. E’ importante tutelare le famiglie con sfratto e sgombero”. E’ quanto è emerso oggi da un convegno del Sicet Napoli , il sindacato degli inquilini della Cisl guidato da Alfonso Amendola e  al quale hanno partecipato i segretari generali della Cisl Campania e Napoli, Doriana Buonavita e Gianpiero Tipaldi, del Sicet nazionale  Nino Falotico, il presidente dell’Acer David Lebro, il presidente Anci Campania Carlo Marino e l’assessore all’Urbanistica Bruno Discepolo . “Ben venga il piano casa per la Campania presentato dalla giunta regionale. Una decisione importante che inverte la scelta della Regione del 2003,  ma per la Cisl molto rimane ancora da fare.  Tale scelta politica deve coinvolgere le istituzioni locali, le parti sociali e il sistema del credito per rilanciare l’Erp (edilizia residenziale pubblica), per attivare un piano di manutenzione straordinario a partire dall’abbattimento delle barriere architettoniche e mettere in sicurezza le città e le periferie e fungere da  moltiplicatore per incentivare lo sviluppo,  l’occupazione e il benessere sociale delle persone e delle comunità. La Regione ha lavorato bene nel portare avanti iniziative che garantiscano ai cittadini un tetto sotto cui stare e auspichiamo che il dialogo sia sempre più costruttivo e responsabile ricordando che il “diritto alla casa” è un diritto dell’intera collettività e che le persone non possano rimanere prive di una abitazione, un bene primario quale riflesso di una vita dignitosa. Come sindacato siamo convinti che nella negoziazione con le istituzioni ai diversi livelli oltre al lavoro, si debba porre al centro dell’attenzione anche i bisogni socio assistenziali in una visione di welfare integrativo con particolare attenzione al crescente bisogno abitativo”

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