Roma, 18 dicembre 2019. “No regali, sì diritti”. È la scritta composta dai cartelli esposti dai manifestanti sulla scalinata del Ministero dell’Istruzione in viale Trastevere, dove si è svolto il falsh mob promosso da CISL FSUR, Flc CGIL, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal e GILDA Unams come primo atto della mobilitazione proclamata lunedì scorso e in attesa dello svolgimento, in programma domani, del tentativo di conciliazione. Due le questioni che saranno poste sul tavolo, quella degli assistenti amministrativi facenti funzioni di DSGA, per i quali le intese col Governo e col MIUR prevedevano l’attivazione di uno specifico percorso di mobilità professionale, e il confronto per la predisposizione del disegno di legge sulle abiltazioni da disciplinare non come “una tantum”, ma come sistema a regime.Rispondendo a una cronista che le chiedeva di commentare le voci su possibili dimissioni del ministro, la segretaria generale della Federazione CISL Scuola, Università e Ricerca, Maddalena Gissi, ha detto: “Non abbiamo mai chiesto le dimissioni del ministro, non è certo questa la ragione della nostra presenza qui, ma piuttosto quella di esigere dal ministro il pieno rispetto delle intese sottoscritte con i sindacati. I precari non stanno chiedendo trattamenti di favore, pongono legittimamente la richiesta di vedere riconosciuto il lavoro prestato per anni e solo grazie al quale la scuola ha potuto funzionare, chiedono di essere affrancati da una condizione di precarietà che li mortifica come insegnanti e come persone. Lo stesso vale per i facenti funzione: mi chiedo che senso abbia focalizzare l’attenzione sul possesso di un titolo di studio e non sulla grande competenza acquisita sul campo, anche in questo caso con un lavoro senza il quale gli uffici di segreteria si sarebbero trovati inn gravissima difficoltà”.
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