Roma, 21 aprile 2020 – Una storia senza fine, quella che sta vivendo attualmente nelle carceri italiane. Troppi sono i silenzi assordanti del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria, nella gestione emergenza epidemiologica che, ormai da tempo, sta flagellando l’intero panorama nazionale.
A lanciare l’ennesimo ed indefesso grido di allarme sono le Organizzazioni Sindacali rappresentative del Corpo di Polizia Penitenziaria, evidenziando – ancora una volta – i precari approvvigionamenti di dispositivi di protezione e l’attuazione di concreti ed efficienti protocolli sanitari, a tutela dell’incolumità fisica di tutta la collettività penitenziaria.
Siamo esausti ed amareggiati – sostengono a gran voce i sindacalisti – di restare spettatori di una consolidata inerzia e del tracotante oscurantismo istituzionale nei confronti di donne ed uomini in divisa che, quotidianamente, espletano la loro attività lavorativa, con spirito solerte ed impavido, nonostante le forti preoccupazioni che attanagliano la loro giusta serenità.
Occorrerebbe l’urgente necessità di sottoporre tutto il personale a test sierologici o tamponi faringei, al fine di individuare anche soggetti asintomatici, adeguare dispositivi di protezione, avviare percorsi formativi, attivare protocolli sanitari (di concerto con le rispettive AA.SS.LL. competenti), con seri percorsi e piattaforme, nonchè incrementare le sanificazioni negli ambienti di lavoro. Il tutto, nella sana ottica di prevenzione e salvaguardia dei lavoratori e delle proprie famiglie.
Andremo avanti nella nostra lotta, senza arretrare di un solo millimetro – concludono chiosando i sindacalisti – fino a quando non vedremo apodittici cambi di rotta e seri autorevoli indirizzi.
Saremmo anche disposti a scendere immediatamente in piazza, per manifestare il nostro dissenso, ma siamo responsabilmente consapevoli degli imperativi normativi attuati in questo triste momento storico, ma non escludiamo gli eventuali interessamenti dei nostri uffici legali.
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