Roma, 16 luglio 2020 Nel corso delle ultime settimane le Strutture Nazionali di FeLSA CISL, NidiL CGIL, UILTemp, categorie di rappresentanza dei lavoratori atipici, hanno tenuto alta l’attenzione sulla situazione degli oltre 12 mila lavoratori e lavoratrici somministrati dalle agenzie per il lavoro nel comparto sanità.
In questi giorni infatti, a livello regionale sono in via di definizione i trattamenti economici accessori ed integrativi in favore del personale sanitario impegnato durante l’emergenza epidemiologica da Covid-19 e nonostante i solleciti di parte sindacale per una applicazione corretta del principio della parità di trattamento prevista dalla legge, i lavoratori somministrati risultano esclusi, in quasi tutte le regioni, dai sopracitati trattamenti, creando così situazioni di inconcepibile disparità tra lavoratori impegnati fianco a fianco nella lotta al virus.
Tale disparità di trattamento si aggiunge ad una pratica diffusa di esclusione dei somministrati anche dai risultati della contrattazione decentrata ordinaria e dai relativi premi.
Si aggiunga a ciò la richiesta delle scriventi Categorie di superare le disposizioni previste dal D. Lgs. 25 maggio 2017 n. 75, che escludono in maniera discriminatoria, i lavoratori somministrati dall’accesso alle quote riservate per la partecipazione ai concorsi pubblici.
Per tutti questi motivi, si è intrapreso un percorso di mobilitazione a livello regionale e nazionale, chiedendo, l’intervento del Ministero del Lavoro, del Ministero della Salute, del Ministero per la Pubblica Amministrazione e della Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Provincie Autonome di Trento e Bolzano.
Pertanto, a seguito della proclamazione dello stato di agitazione nazionale, nella giornata di giovedì 9 luglio us si è svolta presso il Ministero del Lavoro la procedura di raffreddamento. Il tentativo di conciliazione ha dato esito negativo, non ricevendo nessun tipo di garanzie e di impegni finalizzati a intraprendere un percorso volto alla risoluzione delle problematiche evidenziate.
Alla luce del percorso sindacale fin qui svolto, FeLSA CISL, Nidil CGIL e UILTemp hanno proclamato lo sciopero nazionale dei lavoratori somministrati impegnati nel comparto sanità per l’intera giornata di venerdì 24 luglio 2020, prevedendo per quella data un presidio nazionale presso il Ministero della Salute e altri quattro presidi regionali a Torino, Milano Bologna e Pordenone.
Le Organizzazioni sindacali chiedono con forza alle Amministrazioni pubbliche a tutti i livelli di trovare soluzioni adeguate e invitano i lavoratori interessati alla massima partecipazione, al fine di dare forza a questa importante mobilitazione per il riconoscimento del giusto merito per l’impegno e il lavoro svolto nella fase emergenziale, per avere gli stessi trattamenti e per dare stabilità e futuro ai rapporti di lavoro.
Somministrati. Felsa Cisl, sciopero nazionale dei lavoratori somministrati della sanità
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