“Io credo che oggi stupisca soprattutto il radicalismo politico e sociale che continua a leggere il mondo con categorie superate o che ancora insegue miti condannati dalla storia”. (…) “Basterebbe parlare con una qualsiasi famiglia venezuelana o cubana per capire che si tratta di una deriva antioccidentale più identitaria che solidale. Più ideologica che utile ai popoli che pretende di difendere. Nel caso del Venezuela, poi, il punto è semplice”. “Non esiste simmetria possibile tra chi ha sfregiato la democrazia, falsificato elezioni, calpestato sistematicamente diritti e chi, pur con metodi discutibili, ne denuncia il fallimento. La Cisl, su questo, non ha mai avuto ambiguità. Senza libertà sindacale non c’è giustizia sociale, e Maduro ha scientemente distrutto entrambe”. (…) “Ribadisco. La dittatura di Maduro ha prodotto un disastro umano, economico e istituzionale che non può essere relativizzato né giustificato. Ha cancellato il pluralismo, represso il dissenso, distrutto il lavoro e ridotto alla fame un intero popolo. Questo è un fatto. Detto ciò, certo il superamento del diritto internazionale non può diventare la nuova normalità, qualunque sia il soggetto che lo pratica. Quando il multilateralismo entra in coma, il mondo diventa più instabile e più ingiusto. L’idea che la legge del più forte soverchi la forza della legge è un segnale pericoloso, non solo per il Venezuela ma per l’intero sistema globale”. “Un potenziale scivolamento. Penso a Taiwan, alla stessa Ucraina, o alla più recente escalation sulla Groenlandia. La domanda è: dove vogliamo arrivare? Io credo che non possiamo scegliere tra due modelli sbagliati. Credo che vada rilanciata un’alternativa fondata sul diritto, sulla cooperazione, sul protagonismo democratico del mondo del lavoro. Oggi in Venezuela questa alternativa ha un volto chiaro”. “María Corina Machado. Che rappresenta una domanda autentica di libertà, partecipazione, ricostruzione. Ecco, è lì che bisogna guardare, e non a salvatori esterni. La pace non si appalta né si privatizza”.
“L’amore della Cgil per Maduro è ideologismo imbarazzante” – Il Foglio



