«Difendere il lavoro e insieme provare a governare il cambiamento, senza scorciatoie e senza ideologismi». Con queste parole Daniela Fumarola ha aperto oggi a Roma il suo intervento al Consiglio Generale della Fit Cisl, esprimendo un sentito ringraziamento a Salvatore Pellecchia per il lavoro svolto alla guida della federazione in una fase particolarmente complessa.
Nel rivolgere gli auguri di buon lavoro alla nuova Segretaria Generale, Monica Mascia, Fumarola ha espresso piena fiducia nella sua capacità di guidare «una comunità sindacale solida, autorevole, radicata nei luoghi del lavoro e pronta a misurarsi con le sfide del presente».
Al centro dell’intervento anche il ruolo strategico del settore dei trasporti: «Muovere il Paese non significa soltanto spostare merci e passeggeri, ma garantire a chi vive nelle aree interne di non essere isolato, permettere a una impresa di produrre, esportare, competere e assicurare catene logistiche efficienti e servizi affidabili. Investire in trasporti e infrastrutture è una delle chiavi per affrontare insieme crescita, coesione, produttività, sostenibilità e sicurezza».
Forte il richiamo al tema della sicurezza: «La sicurezza non è un capitolo accessorio. È il confine che separa un servizio civile da un sistema che scarica i propri costi sulle persone che lavorano. E questo vale anche per la sicurezza sul lavoro in senso pieno: manutenzione seria, formazione, controlli, qualità degli appalti, organismi paritetici, responsabilità lungo tutta la filiera».
Fumarola ha quindi evidenziato le criticità dello scenario internazionale: «Lo scenario globale negli ultimi anni è diventato strutturalmente instabile. E per un settore energivoro come i trasporti, ogni shock esterno si traduce immediatamente in pressione sui margini e sulle tariffe. Il risultato lo conoscono bene le imprese di trasporto: carburante più caro, bollette più alte, margini compressi. E quando i margini si comprimono, la prima cosa che viene messa sotto pressione è il lavoro».
Da qui la necessità di risposte concrete: «Servono strumenti di sostegno adeguati, misure per contenere l’impatto dei costi energetici e risposte che impediscano di scaricare ancora una volta il prezzo della crisi sul lavoro. Ed è proprio qui che diventa ancora più centrale la nostra proposta. Il Patto sociale non è una formula rituale. È un metodo fondato su due leve fondamentali».
«La prima è la contrattazione. I salari non crescono per decreto. Crescono quando la ricchezza viene prodotta e redistribuita attraverso accordi veri, rappresentativi, capaci di incidere sulle condizioni materiali di chi lavora. La seconda è la partecipazione. La legge c’è. Adesso va attuata».
In conclusione, Fumarola ha ribadito il modello sindacale di riferimento: «Serve un sindacato che stia nel merito, che costruisca, che negozi, che proponga, che si assuma responsabilità. È questo il tratto della Cisl. Ed è questo il tratto che la Fit ha saputo interpretare in questi anni. Con autonomia, con competenza, con pragmatismo, con spirito riformista».
















