Un episodio ritenuto grave e non coerente con un sistema di relazioni sindacali degno di questo nome è stato recentemente denunciato dalla Fisascat Cisl in merito a quanto accaduto presso il punto vendita Unicoop Firenze di Pistoia, in viale Adua, dove non è stato possibile tenere un’assemblea sindacale regolarmente indetta dalla federazione territoriale cislina per gli strumentali ostacoli posti dalla direzione del negozio.
Secondo quanto ricostruito dalla Fisascat Cisl Toscana Nord, l’assemblea – convocata nel rispetto delle procedure e comunicata nei tempi previsti – non si è potuta svolgere a causa di indicazioni della direzione aziendale volte a limitare la partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori in orario di lavoro, configurando una compressione del diritto di assemblea previsto dalla legge, dal contratto collettivo nazionale e dall’integrativo aziendale.
Un episodio che non sarebbe isolato, ma si inserirebbe in un quadro di criticità già emerse in passato nello stesso punto vendita, con comportamenti analoghi che avrebbero ostacolato l’esercizio dell’attività sindacale. La federazione territoriale ha quindi chiesto un intervento immediato della direzione di Unicoop Firenze, sollecitando il rispetto delle regole condivise sul diritto di assemblea e, più in generale, delle corrette relazioni sindacali, evitando il rischio di alimentare tensioni nei luoghi di lavoro e comprimere spazi di partecipazione che devono essere garantiti.
«È stata una situazione molto incresciosa – ha dichiarato Simone Pialli, segretario generale della Fisascat Cisl Toscana Nord – perché Coop tende sempre a raccontarsi diversamente. In questa occasione, invece, ci siamo trovati di fronte a un’azienda che non ha riconosciuto un’agibilità sindacale prevista dallo Statuto dei Lavoratori, dalla contrattazione nazionale e da quella integrativa di Unicoop Firenze.
Auspichiamo che quanto accaduto sia esclusivamente il frutto di un’interpretazione errata delle regole da parte del direttore del punto vendita e non una marcata regressione delle relazioni sindacali all’interno del gruppo. In caso non intervenissero novità, attiveremo tutte le iniziative necessarie per garantire il pieno esercizio dei diritti contrattualmente riconosciuti».
«Con Unicoop Firenze – ha sottolineato Alessandro Gualtieri, segretario generale della Fisascat Cisl Toscana – le relazioni sindacali non sono sempre lineari e in alcuni casi registrano difficoltà. Dall’inizio dell’anno si sono verificati due episodi in Toscana, a Pistoia e prima ancora nel punto vendita Barberino di Tavernelle, in provincia di Firenze, dove si è arrivati anche alla proclamazione dello stato di agitazione.
Sono segnali non positivi, che vanno ricondotti rapidamente a un quadro di corrette relazioni sindacali. Per questo abbiamo scritto all’azienda, con l’obiettivo di chiarire quanto accaduto, ricomporre le criticità ed evitare che situazioni di questo tipo possano estendersi».
Sull’accaduto si è espresso anche il segretario generale della Fisascat Cisl nazionale, Vincenzo Dell’Orefice.
«C’è una contrapposizione tra la Fisascat Toscana Nord e l’impresa della distribuzione cooperativa Unicoop Firenze che ha avuto come epicentro un punto vendita di Pistoia. Da ciò che emerge nella ricostruzione dei nostri dirigenti locali – ha dichiarato il sindacalista – si ricava l’impressione che l’ordinario svolgimento dell’attività sindacale per la nostra federazione territoriale, nell’ambito di un punto vendita, sia una corsa ad ostacoli».
«Riterremmo molto grave se la situazione rappresentata non venisse risolta da parte dell’azienda. Non è tollerabile che, nell’Italia del 2026 e non nell’URSS ante 1989, chi vuole portare avanti un modello sindacale autonomo dalla politica, dalle imprese e unicamente focalizzato sulla difesa degli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori sia ostacolato in maniera indebita, anche se si trattasse di un solo caso».
«Auspichiamo un chiarimento in tempi brevi – ha concluso Dell’Orefice – in mancanza del quale bene farebbe la nostra struttura di Toscana Nord a proseguire in ogni sede le azioni congrue per ristabilire la piena agibilità dei diritti legati all’attività sindacale ed alla tenuta delle assemblee delle lavoratrici e dei lavoratori».






