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Lavoro. Fumarola al Consiglio generale Fisascat: «Serve un nuovo modello di sviluppo che metta al centro la persona, la formazione e rilanci le relazioni industriali»

6 Maggio 2026 | In Evidenza

Lavoro. Fumarola al Consiglio generale Fisascat: «Serve un nuovo modello di sviluppo che metta al centro la persona, la formazione e rilanci le relazioni industriali»

6 Maggio 2026 | In Evidenza

La Segretaria Generale della Cisl, Daniela Fumarola, ha partecipato oggi pomeriggio, a Roma, ai lavori del Consiglio Generale della Fisascat Cisl. Un’occasione per fare il punto sulle dinamiche che investono i lavoratori del commercio, del turismo, della vigilanza privata, del settore socio-sanitario, della ristorazione e della distribuzione nell’attuale contesto economico e alla luce delle novità introdotte dal nuovo decreto lavoro.

«Il contesto in cui ci muoviamo non è semplicemente complesso: è strutturalmente instabile. La crisi del Golfo, il controllo delle rotte energetiche, l’instabilità degli approvvigionamenti: tutto si traduce in costi più alti, prezzi instabili, investimenti che si fermano. Instabilità geopolitica ed economica si sommano. E a pagare sono il lavoro, i salari, la coesione sociale». E’ così intervenuta a conclusione dei lavori del Consiglio Generale, ringraziando la Federazione e sottolineando l’importanza della coesione della squadra guidata da Vincenzo dell’Orefice, che oggi ha visto l’elezione di nuovi componenti della Segreteria Nazionale.

Proprio partendo da queste criticità, Fumarola ha richiamato il messaggio lanciato recentemente in occasione del Primo Maggio sulla necessità di un cambio di passo «Da Marghera abbiamo lanciato un messaggio forte: serve un nuovo modello di sviluppo. Più giusto, più sostenibile, più partecipato. Un modello che metta al centro la persona, valorizzi il lavoro, leghi gli investimenti a responsabilità sociali, rilanci le relazioni industriali, rafforzi la formazione continua e costruisca una contrattazione capace di governare anche la rivoluzione dell’intelligenza artificiale»

«Non basta rinnovare contratti. Serve alzare l’asticella dell’innovazione sociale, come voi fate in modo esemplare. La direzione è chiara: contrattazione di prossimità e partecipazione, qualità del lavoro e stabilità, redistribuzione, salari più alti e contrasto ai contratti pirata».

Infine, lo sguardo si è allargato alla dimensione internazionale, con un appello affinchè l’Europa agisca «come un vero soggetto politico, economico e sociale: deve superare rigidità paralizzanti, rivedere il Patto di stabilità, costruire una difesa comune, mutualizzare il debito, dotarsi di un fondo energetico europeo. Per abbassare i costi, rafforzare il potere negoziale, proteggere famiglie e imprese. Perché oggi l’energia non è solo una questione tecnica. È una questione sociale, industriale e democratica. Lo abbiamo detto ieri al Labour7, a Parigi: anche la CES è chiamata a fare la propria parte» ha concluso la leader Cisl.

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