L’evento “Taranto e l’Italia”, promosso da CGIL, CISL e UIL, ha registrato una straordinaria partecipazione e ha rappresentato un importante momento di confronto, arricchito dagli interventi dei lavoratori, che hanno offerto spunti preziosi per il futuro della nostra comunità. Come CISL Funzione Pubblica Taranto Brindisi, riteniamo fondamentale valorizzare i temi affrontati, a partire dalla sanità pubblica e privata e dal Terzo Settore, illustrati con grande chiarezza dal nostro delegato Francesco Sardella nel corso della relazione all’assemblea pubblica.
Per restituire, tuttavia, un quadro completo delle criticità che attraversano il territorio tarantino, riteniamo indispensabile accendere i riflettori anche su altre vertenze decisive. Il rilancio della provincia passa necessariamente dal lavoro, dalla qualità dei servizi pubblici e dalla tenuta delle infrastrutture istituzionali e produttive. Il Sud prova faticosamente a crescere, ma senza servizi adeguati rischia di pagare ancora una volta il prezzo più alto.
Emblematica è la situazione del Comune di Taranto, la cui dotazione organica è ormai ridotta al di sotto del 50% di quella potenziale. I numeri descrivono una condizione allarmante: appena 3,7 dipendenti comunali ogni 1.000 abitanti, contro una media nazionale di circa 6,9 e una media pugliese di 4,4.
Questa emorragia di personale, aggravata dalla scarsa attrattività dell’Ente, si traduce ogni giorno in enormi difficoltà nel garantire servizi essenziali alla cittadinanza, con ricadute pesanti nei settori educativi, tributari, demografici e sociali.
Quando manca personale negli sportelli, quando rallentano le pratiche, quando non si riesce a garantire pienamente un servizio educativo o sociale, non siamo davanti a un semplice problema organizzativo: siamo davanti a una compressione dei diritti dei cittadini e delle imprese che vogliono investire nel territorio. E questo, per Taranto, è semplicemente inaccettabile. Nondimeno, la situazione dei Comuni della provincia di Taranto presenta criticità altrettanto profonde. In molti Enti locali del territorio ionico, si registrano difficoltà nel turnover, crescenti responsabilità a fronte di organici sempre più ridotti e una progressiva difficoltà nel garantire servizi efficienti ai cittadini e alle imprese.
Altrettanto strategica è la Vertenza del Sistema Difesa, che riguarda lavoratori civili, militari e tutto l’indotto delle province di Taranto e Brindisi. Parliamo di un comparto fondamentale, che sul territorio coinvolge oltre 15.000 lavoratori.
Senza un piano strutturale capace di affrontare le gravi carenze di organico, garantire investimenti infrastrutturali certi e rafforzare il ruolo dell’Arsenale e della Marina Militare, il rischio è quello di indebolire una presenza storica, economica e strategica per le nostre comunità.
Il messaggio che vogliamo lanciare è chiaro: le vertenze dei Comuni di Taranto e del Sistema Difesa non sono battaglie isolate. Sono parte della stessa grande questione territoriale: senza lavoro stabile, servizi pubblici efficienti e presìdi strategici forti, non può esserci vero sviluppo. Una Pubblica Amministrazione efficiente e un polo industriale e militare solido generano ricadute positive sull’intera economia cittadina: commercio, terzo settore, industria degli appalti, manutenzioni, cultura e turismo.
Taranto può essere attrattiva, viva e sicura solo se le sue fondamenta pubbliche vengono rafforzate. Per questo chiediamo attenzione, investimenti, assunzioni e una visione complessiva che restituisca alla città il suo ruolo naturale di polo strategico e motore di sviluppo per tutto il Mezzogiorno. La CISL FP continuerà a fare la propria parte, con responsabilità e determinazione, al fianco dei lavoratori e nell’interesse della comunità tarantina.






