Senza una strategia chiara sulle grandi scelte energetiche e industriali, la Sardegna rischia di restare ai margini dei processi di crescita europei. È l’allarme che la CISL Sardegna lancia in vista della Giornata dell’Europa, che si celebra il 9 maggio nell’anniversario della Dichiarazione Schuman del 1950, affinché il tema europeo venga inserito al centro dell’agenda concreta dello sviluppo regionale.
«L’Europa non è una dimensione distante – dichiara Pier Luigi Ledda, Segretario generale della CISL Sardegna – ma il livello nel quale si decidono condizioni che incidono direttamente sulla competitività delle imprese, sul costo dell’energia, sulle politiche industriali, sulla formazione e sul lavoro».
Secondo il sindacato, il quadro economico europeo conferma una fase complessa: le più recenti proiezioni indicano per l’area euro una crescita del PIL pari allo 0,9% nel 2026, con un’inflazione media al 2,6%, mentre i dati più recenti segnalano una nuova risalita al 3,0% ad aprile, trainata soprattutto dall’energia.
«Questo significa che il tema dei costi, e in particolare dell’energia, resta centrale – prosegue Ledda –. Per una regione insulare come la Sardegna, ciò si traduce in un problema diretto di competitività e di capacità di attrarre investimenti».
Per la CISL sono tre i nodi strategici da affrontare con urgenza: metano, DPCM Energia Sardegna e PEARS.
«Il metano rappresenta una scelta strategica di transizione – sottolinea il Segretario –. Non è un’alternativa alla decarbonizzazione, ma una condizione necessaria per garantire sicurezza energetica, continuità produttiva e costi sostenibili per imprese e famiglie».
Fondamentale, in questo quadro, il DPCM Energia Sardegna, chiamato a definire le infrastrutture necessarie al superamento del carbone e alla decarbonizzazione dei settori industriali. «Il DPCM deve essere attuato con coerenza e tempi certi: senza infrastrutture energetiche adeguate, il rischio è perdere industria e lavoro».
Centrale, secondo il sindacato, anche il ruolo del PEARS quale strumento di pianificazione regionale. «Il PEARS non può essere un piano tecnico separato – evidenzia Ledda –. Deve diventare una leva di sviluppo capace di collegare energia, industria, territori e occupazione».
La Sardegna presenta segnali contrastanti: da un lato migliorano alcuni indicatori occupazionali, con il tasso di disoccupazione sceso all’8,3% nel 2024, ai livelli più bassi degli ultimi decenni; dall’altro persistono criticità strutturali rilevanti. «L’Isola cresce, ma troppo lentamente: +0,9% nel 2024 e +0,7% nel primo semestre 2025. Resta inoltre debole la base produttiva, con un peso dell’industria intorno all’8%».
Preoccupa anche il dato demografico: la popolazione regionale si attesta a 1.562.381 abitanti, con oltre 8 mila residenti in meno nell’ultimo anno. «Quando una regione perde popolazione – osserva Ledda – perde anche lavoro, domanda e prospettiva di sviluppo».
Secondo la CISL, il problema non è la disponibilità di risorse, ma la capacità di orientarle strategicamente. Attualmente la Sardegna dispone di 1,58 miliardi di euro del FESR 2021–2027, 744 milioni di euro del FSE+, oltre 2,3 miliardi di FSC fino a 3,55 miliardi complessivi e 9.350 progetti PNRR attivi sul territorio.
«Non siamo di fronte a un problema di risorse – afferma il Segretario – ma di strategia. Se non colleghiamo queste risorse alle scelte su energia, industria e lavoro, rischiamo di disperderle».
Infine, il richiamo al tema dell’autonomia speciale come leva negoziale per affrontare i divari strutturali dell’insularità. «L’autonomia speciale deve diventare uno strumento concreto per negoziare condizioni più eque per una regione insulare, a partire proprio dall’energia. Metano, DPCM e PEARS devono essere parte di una strategia unitaria, non decisioni isolate».
Per la CISL Sardegna è necessario un deciso salto di qualità nella governance dello sviluppo: «Europa, Stato e Regione devono lavorare dentro una visione comune. Il rischio è restare ai margini. La sfida è trasformare energia, risorse e autonomia in sviluppo e lavoro» – conclude Ledda.
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