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Emilia-Romagna. Ravenna: al via il progetto per sicurezza e legalità nei cantieri privati

12 Maggio 2026 | Dai Territori > Emilia Romagna

Emilia-Romagna. Ravenna: al via il progetto per sicurezza e legalità nei cantieri privati

12 Maggio 2026 | Dai Territori > Emilia Romagna

Una Commissione multidisciplinare, 50 cantieri all’anno verificati, segnalazione immediata alle autorità in caso di irregolarità. Un modello inedito per il settore privato.

Prevenire gli infortuni, contrastare il lavoro irregolare, garantire trasparenza nelle catene di appalto e subappalto nel settore edile privato. Sono questi gli obiettivi del Progetto sperimentale di prevenzione e riduzione degli infortuni e promozione della legalità negli appalti privati – settore edile, appena sottoscritto a Ravenna dalle parti sociali e dagli enti firmatari del Patto territoriale di comunità del 2022.

Il progetto sarà operativo per il biennio 2026/2027 e rappresenta una novità significativa: per la prima volta, un sistema organizzato di controllo e prevenzione viene applicato non agli appalti pubblici – dove potenzialmente strumenti analoghi esistono già da anni – ma al mercato privato, storicamente molto più difficile da monitorare.

Il ruolo della Provincia: un’istituzione che torna protagonista

“Un ringraziamento sentito va alla Presidente della Provincia di Ravenna, Valentina Palli, il cui impegno personale, sintesi anche della volontà di tutti gli amministratori locali, ha consentito di arrivare alla sottoscrizione dopo molti mesi di stallo – dichiara il Segretario CISL Romagna Roberto Baroncelli. – Senza quella regia paziente e determinata, questo accordo non avrebbe visto la luce.”

Per Baroncelli il significato va ben oltre il singolo protocollo.

“L’iniziativa della Provincia ha permesso di rivitalizzare il Patto territoriale del 2022, il cui spirito da troppo tempo sembrava essere svanito. Ma c’è di più: il ruolo svolto anticipa in qualche modo la centralità che si vuole restituire a questa istituzione. Non è un caso che la Regione Emilia-Romagna abbia in discussione un disegno di riordino istituzionale che vede le Province recuperare importanza dopo l’incompiuta riforma degli anni passati. Ravenna dimostra concretamente cosa può significare avere una Provincia capace di tenere insieme tavoli complessi e condurli a risultati operativi.”

Un controllo strutturato sui cantieri privati

“Per troppo tempo il settore edile privato è stata una zona difficile da raggiungere con strumenti di monitoraggio efficaci – osserva Baroncelli. – Questo progetto cambia le cose: individua i cantieri più significativi, chiede alle imprese di dimostrare concretamente la propria regolarità e prevede verifiche dirette sul campo. Non è un esercizio formale, è un sistema che funziona solo se tutti fanno sul serio.”

Il meccanismo si concentra sui cantieri edili privati con importo pari o superiore a 70.000 euro, selezionati attraverso le Notifiche Preliminari trasmesse alla Cassa Edile secondo criteri precisi: complessità dell’opera, rischi presenti, presenza di subappalti e numero di lavoratori coinvolti.

Una Commissione di Controllo multidisciplinare esaminerà formalmente 50 cantieri all’anno, con verifiche documentali e sopralluoghi diretti da parte degli RLST. In caso di irregolarità, la segnalazione agli organi ispettivi è immediata e senza margini di tolleranza.

La presenza dell’AUSL e l’assenza che pesa

“Siamo soddisfatti e grati della presenza dell’AUSL Romagna con il suo Servizio di Prevenzione e Protezione – dichiara Baroncelli. – Conferma il ruolo che l’Azienda svolge sul territorio anche in materia di prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro, un impegno che va oltre il mandato strettamente “di cura” a cui generalmente si pensa e che in questo progetto trova una concreta occasione di espressione.”

C’è però un rammarico che Baroncelli non nasconde.

“È un peccato che rispetto all’ipotesi iniziale siano venuti a mancare all’interno della Commissione altri organi di vigilanza come ITL, INAIL e INPS. La loro articolazione nazionale si è rivelata un limite invalicabile per garantire un coinvolgimento stabile a livello locale, e questo non è certo un bene. Ci auguriamo che in futuro si trovino le condizioni per colmare questa lacuna: la loro presenza avrebbe reso il sistema ancora più robusto.”

I prossimi passi: logistica e appalti pubblici

Il progetto sperimentale sul settore edile è pensato esplicitamente come primo tassello di un sistema più ampio.

“Abbiamo scelto l’edilizia come banco di prova perché è uno dei settori più critici e disponevamo di uno strumento di partenza di facile utilizzo come le notifiche preliminari, ma l’orizzonte è più ampio – spiega Baroncelli. – Il prossimo passo sarà avviare la discussione su uno strumento analogo per il settore della logistica, un comparto sempre più centrale nell’economia romagnola e al tempo stesso tra i più esposti al rischio: catene di appalti e subappalti che si moltiplicano, condizioni di lavoro spesso al limite, opacità nei rapporti contrattuali.”

Sul fronte degli appalti pubblici, l’agenda è già definita.

“Entro il mese di giugno 2026 contiamo di sottoscrivere il Protocollo sugli appalti pubblici – conclude Baroncelli. – Il confronto tecnico è già in corso, i tempi sembrano stretti, ma l’impegno è preciso.”

Un accordo costruito con fatica, con qualche compromesso inevitabile ma con una visione chiara: fare del territorio ravennate un modello di governance sulla sicurezza e la legalità nel lavoro.

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