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Pensioni. Fumarola al Consiglio Generale della Fnp Cisl: «Serve una riforma strutturale e un fisco più equo»

14 Maggio 2026 | Primo Piano

Pensioni. Fumarola al Consiglio Generale della Fnp Cisl: «Serve una riforma strutturale e un fisco più equo»

14 Maggio 2026 | Primo Piano

“Per troppo tempo l’invecchiamento è stato raccontato come una stagione di riduzione: meno ruolo, meno voce, meno spazio, meno possibilità. La realtà è diversa: i pensionati non sono un costo, non sono un peso, non sono una voce di bilancio da comprimere. Soprattutto, non sono un bancomat dello Stato. Sono una risorsa sociale, civile, familiare. Rappresentano memoria, competenza, cura quotidiana. Sono volontariato, partecipazione, comunità». Lo ha detto oggi la leader Cisl Daniela Fumarola chiudendo a Roma all’Auditorium di via Rieti il Consiglio Generale della Fnp Cisl.

«In questi anni il potere d’acquisto di pensionate e pensionati è stato colpito duramente. Inflazione, energia, alimentari, affitti, spese sanitarie, persino le medicine: tutto è aumentato. E per chi vive con una pensione bassa o media, ogni rincaro pesa il doppio. Per questo continuiamo a chiedere interventi veri: piena indicizzazione delle pensioni, rafforzamento della quattordicesima per i redditi più bassi, maggiore tutela delle pensioni minime, difesa delle tredicesime, una fiscalità più equa che non scarichi sempre su lavoratori e pensionati il peso del sistema»ha aggiunto la leader Cisl .

«Serve finalmente una riforma strutturale della previdenza. Un disegno che tenga insieme sostenibilità, equità, flessibilità, giovani, donne, lavori gravosi, previdenza complementare, distinzione netta tra previdenza e assistenza.
Perché se non si separa ciò che è previdenza da ciò che è assistenza, il sistema continua a essere raccontato in modo distorto. E quando il racconto è distorto, le scelte politiche diventano più ingiuste»ha ribadito Fumarola.

«Il Servizio Sanitario Nazionale deve recuperare la visione di Tina Anselmi, che lo concepì: curare tutti, senza distinzioni. Quella promessa va difesa, rilanciata, rifinanziata e riorganizzata. Servono più risorse, certo. Ma servono anche risorse spese meglio. Servono personale, medicina territoriale, case di comunità che funzionino davvero, presa in carico, integrazione tra sociale e sanitario, riduzione delle liste d’attesa, accesso più equo alle cure, revisione di soglie e meccanismi dei ticket», ha aggiunto ancora la numero uno Cisl.

«In questa stagione di trasformazioni enormi, nessuno può farcela da solo: il decreto lavoro deve essere il primo passo di un’intesa che unisca il Paese su obiettivi di corresponsabilità. Il fatto che la presidente Meloni abbia rilanciato la volontà di costruire questo accordo è incoraggiante. Ma le parole non bastano. È il tempo della responsabilità condivisa per rimettere al centro il valore della persona, del lavoro, della solidarietà. Perché una società si misura da come tratta chi è più fragile, ma anche da quanto riesce a tenere unite le persone nei passaggi più difficili della vita», ha concluso Fumarola.

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