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Toscana. Cisl Firenze Prato: sfide del distretto e priorità per i futuri sindaci

15 Maggio 2026 | Dai Territori > Toscana

Toscana. Cisl Firenze Prato: sfide del distretto e priorità per i futuri sindaci

15 Maggio 2026 | Dai Territori > Toscana

La crisi della filiera tessile tradizionale e la mancata interazione con il mondo del pronto moda, insufficiente comunque a compensare la crisi del distretto principale; il tema della legalità come precondizione per la dignità del lavoro; il percorso per favorire l’inclusione e integrazione dell’imprenditoria cinese nel tessuto economico e sociale del territorio; una serie di impegni concreti chiesti ai candidati che si sfideranno il 24 e 25 maggio per guidare Prato. E un lungo applauso a Tino Ferrari, l’ex docente universitario cacciato dal corteo del 25 aprile di Bologna, perché aveva con sé una bandiera ucraina. Sono alcuni degli spunti principali emersi dal Consiglio generale aperto che la Cisl Firenze-Prato ha tenuto stamani nella Camera di commercio della città.

“Il modello Prato è sotto pressione -ha detto nella sua relazione il segretario generale Cisl Firenze-Prato Fabio Franchi – e i numeri non lasciano spazio a ottimismi: dal 2022 la produzione tessile ha perso oltre il 25%. Aziende storiche, che per decenni hanno incarnato l’eccellenza manifatturiera pratese, stanno alzando bandiera bianca. Vanno via competenze che non si ricostruiscono, la filiera si indebolisce e i buchi li riempie spesso chi opera con logiche diverse da quelle che hanno fatto grande questo distretto. Per troppo tempo -ha ammonito il segretario Cisl – abbiamo raccontato la crescita del pronto moda come alternativa accettabile al tessile tradizionale. Non lo è mai stata. Quel modello ha fatto girare denaro, ma non ha alimentato il tessuto economico locale.”

“Il pronto moda e il tessile -ha proseguito Franchi- sono due mondi che non interagiscono e non si completano” con un reddito medio pro capite per chi ci lavora che dai 30mila euro del tessile precipita ai 22mila del pronto moda.

Una situazione critica che richiede interventi urgenti e una strategia complessiva. Per questo la Cisl indica una serie di priorità urgenti ai candidati sindaco, a partire da tre impegni concreti: rilanciare il tavolo del distretto; sostenere le aziende storiche; costruire una filiera trasparente e tracciabile che garantisca a ogni lavoratore, di qualunque nazionalità, i diritti fondamentali.

A proposito di legalità, Franchi ha sottolineato come questa sia “un prerequisito, non una politica industriale” e che la questione non può essere ridotta solo a un problema di “pura criminalità”, come nella ‘guerra delle grucce’, perché “accanto alle organizzazioni criminali ci sono migliaia di lavoratori, pakistani, bengalesi, cinesi, che vivono dentro un sistema che li espone al ricatto e all’irregolarità. Questi lavoratori meritano tutele, non solo indagini e caos.”

In questo quadro si inserisce l’accordo sottoscritto proprio ieri sera, dopo mesi di incontri e discussioni e di cui Franchi ha dato notizia proprio stamani, tra Cna Prato-Pistoia e i sindacati Cgil, Cisl, Uil con le rispettive categorie di settore Filctem, Femca e Uiltec, volto a “favorire l’inclusione e l’integrazione dell’imprenditoria cinese nel tessuto economico e sociale del territorio.” Nel testo, ha riferito Franchi, viene condiviso di “promuovere l’adesione alla rappresentanza confederale di imprese e lavoratori; promoverne la partecipazione alla vita associativa, la legalità, la sicurezza e il rispetto dei diritti; favorire percorsi di emersione e integrazione di imprenditori e lavoratori.”

“Firenze e Prato insieme – ha concluso Franchi – valgono 13 mila aziende con 600 mila occupati, generando oltre 50 miliardi di euro di valore economico. Parlare di Prato non è dunque solo parlare di un distretto industriale, ma del futuro del lavoro, della manifattura e della coesione sociale dell’intera Toscana.”

Dopo la relazione di Franchi, l’economista Leonardo Ghezzi ha presentato un quadro analitico e prospettico della situazione del distretto pratese. Sulla base di questi spunti si è svolta poi una tavola rotonda a cui hanno preso parte il presidente nazionale Confartigianato Moda Moreno Vignolini, la direttrice CNA Toscana Centro Cinzia Grassi, il preside dell’Istituto Guglielmo Marconi ed esperto processi alternanza scuola-lavoro Paolo Cipriani, la segretaria generale Cisl Toscana Silvia Russo. A chiudere i lavori è stato l’intervento del segretario confederale nazionale Cisl, Giorgio Graziani.

Nel corso della mattinata è intervenuto ed è stato lungamente applaudito, anche Tino Ferrari, docente dell’Università di Bologna in pensione a cui è stato impedito di partecipare alla manifestazione del 25 aprile perché aveva con sé una bandiera dell’Ucraina, che la Cisl Firenze-Prato ha invitato a portare la sua testimonianza perché, ha spiegato Fabio Franchi, “la democrazia vive quando include, non quando esclude.”

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